Dove eravamo rimasti? Ci eravamo lasciati con un Città di Varese allo sbando nelle campagne venete, senza pullman, senza punti e senza identità. A più di una settimana di distanza da quella nefasta domenica veronese la situazione non è certo cambiata ma, scontata battuta che circola in città, almeno nel weekend appena passato il popolo biancorosso non ha dovuto assistere ad un’altra sconfitta. Da qui, però, la domanda inevitabile è: la pausa di campionato sarà servita?

Responso che sarà dato da campo: all’orizzonte si profila un delicatissimo doppio impegno pre-Pasqua contro due bergamasche, il Brusaporto (domenica 2 aprile) e il Ponte San Pietro (giovedì 6), in cui il Varese è chiamato per l’ennesima volta a dover reagire, nella speranza che questa volta la reazione arrivi davvero sia in termini di prestazioni sia nel risultato. Poco importa se poi arriveranno due partite alla portata contro Caronnese (che per allora potrebbe già essere retrocessa) e Folgore Caratese (ad oggi punto di riferimento in chiave playout, ragion per cui bisogna recuperare tre punti): la sfida con il Sona insegna e il Varese visto in questa stagione non è una squadra che può permettersi calcoli perché trincerandosi dietro il “Ma sì, ci salviamo, manca ancora tanto” si è finiti in questa situazione. I tre punti in terra veneta erano dati per scontati da tutti o quasi; il campo ha dato un altro verdetto.

Nella settimana passata i biancorossi si sono allenati svolgendo una buona fase di preparazione atletica in vista del rush finale: correre più degli avversari (anzi, correre meglio) è una lezione basilare del calcio, ma l’energia è data anche e soprattutto dalla fame, dalla voglia e dalla grinta, qualità che troppo spesso sono mancate fin qui. Aspetto, quest’ultimo che fa passare in secondo piano anche l’analisi tattica. La preparazione meticolosa a tavolino delle partite non è sufficiente per festeggiare al triplice fischio: Desenzano limitato nelle sue idee e Arconatese ingabbiata, eppure entrambe si sono portate a casa i tre punti, così come l’intensità del Sona ha fatto la differenza mentre al Villa Valle è bastato un guizzo per pareggiare. Il problema è dato dalla paura che si respira all’interno dello spogliatoio biancorosso: paura di subire, paura di fare, paura di sbagliare, paura di non essere all’altezza. Chi può dare la carica in questo senso? La determinazione del mister non sembra esser stata assimilata dai giocatori; ci sarebbe bisogno di un leader interno allo spogliatoio, capace di fare gruppo (cosa che evidentemente il Città di Varese non è), ma chi può farlo?

Una lunga serie di domande senza risposte è stata la costante della stagione biancorossa. Il problema è che tali quesiti irrisolti stanno portando pericolosamente vicino ad una certezza matematica ben diversa da quella che si poteva ipotizzare 6/7 mesi fa: la retrocessione in Eccellenza. Il Varese merita tutto questo? No (ecco una risposta certa). Come si evita tutto ciò? Non è dato saperlo (torniamo agli interrogativi senza risposta).

Paradossalmente, per fortunose circostanze di calendario, il Città di Varese ha ancora il destino nelle proprie mani: visto l’andazzo non è certo un fattore estremamente positivo, ma se la speranza è davvero l’ultima a morire allora è proprio alla speranza che si deve appellare l’intera Varese. Difficile ambire alla salvezza diretta, ma doveroso salvarsi ai playout rientrando nella famosa forbice di sette punti dalla tredicesima posizione attualmente occupata dalla Folgore Caratese: recuperare tre punti ai brianzoli dell’ex Melosi non è impossibile, così come recuperarne cinque al Villa Ville, quattro al Seregno (queste ultime due al momento salve) o uno a Real Calepina e Breno; non è impossibile… sulla carta, contando anche gli scontri diretti tra le protagoniste e i rispettivi calendari, ma il Varese dovrà guardare solo a sé stesso nelle ultime sei partite, considerando il playout (verosimilmente in trasferta) come unico obiettivo possibile e massimo traguardo stagionale.

IL CALENDARIO

11. VILLA VALLE(34)
Ponte San Pietro – Seregno – Lumezzane – Virtus CiseranoBergamo – Casatese – Alcione
12. SEREGNO(33)
Alcione – Varesina – Sona – Real Calepina – Breno – Desenzano
13. FOLGORE CARATESE(32)
Breno – Brusaporto – Arconatese – Città di Varese – Ponte San Pietro – Caronnese
14. REAL CALEPINA(30)
Sporting Franciacorta – Casatese – Alcione – Seregno – Sona – Varesina
15. BRENO(30)
Folgore Caratese – Virtus CiseranoBergamo – Sporting Franciacorta – Alcione – Seregno – Casatese
16. CITTÀ DI VARESE(22)
BrusaportoPonte San Pietro – Caronnese – Folgore Caratese – Sporting Franciacorta – Lumezzane
17. SONA(19)
Casatese – Caronnese – Seregno – VaresinaReal Calepina – Ponte San Pietro
18. CARONNESE(14)
Arconatese – Sona – Città di Varese Ponte San Pietro – Lumezzane – Folgore Caratese
*= partite in casa

Matteo Carraro

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