Appena chiusa la stagione è già tempo di pensare alla prossima e in casa Cuassese si è scelto di sposare la linea green: niente proclami, ma tanta voglia di lavorare e valorizzare quel gruppo che sotto la gestione di Timothy Pedoja è arrivato a vincere il campionato Juniores Provinciale centrando l’accesso ai Regionali.

Non a caso, dopo l’addio di mister Iori (la Prima Squadra ha tenuto un rendimento in campionato al di sotto delle aspettative vedendo sfumare anche i playoff), è stato lo stesso Pedoja, in accordo con il fratello nonché presidente Thomas, a prendere le redini del gruppo in Seconda Categoria premiando fin da subito quei ragazzi che in parallelo continuavano a regalare spettacolo con la Juniores.

Da Pedoja e i suoi ragazzi ripartirà dunque la corsa della Cuassese, un progetto ampiamente condiviso con entusiasmo da tutto l’organigramma biancorosso. “Sarà una gestione collettiva conferma Timothy Pedoja perché sedendoci ad un tavolo io, mio fratello, il DS Claudio Rota, il preparatore dei portiere Daniele Valaderio e il vice Patrick Diby, ci siamo resi conto di avere un tesoretto su cui investire. I giovani di nostra proprietà (Kristian Barraco, Giacomo Bosio, Mattia Marchisella, Ivan Mazzoleni e Riccardo Monti, ndr) sono confermatissimi e hanno già esordito nel finale della scorsa stagione; per gli altri stiamo parlando con le società di appartenenza”.

Le novità (pardon, conferme) sono però orientate anche sull’usato sicuro: giusto puntare sui giovani, ma il battesimo tra i grandi deve essere accompagnato dai più esperti. Oltre a Souleymane Kouassi e Andrea Di Benedetto, resteranno a Cuasso anche il veterano Gabriele Franzetti (giovanotto classe ’78) e bomber Maroune Souiai. “Sul mercato ci stiamo muovendo proprio in questo senso – continua Pedoja –: da una parte vogliamo continuare a investire sui giovani, anche e soprattutto per la Juniores che affronterà i Regionali, ma dall’altra stiamo cercando profili esperti. Tra questi rientra sicuramente Maru: è il nostro goleador, forse con Iori non c’era una grande intesa, ma noi puntiamo tutto su di lui. In porta ci siamo mossi per un giovane ’03 che ha già giocato in Prima Categoria, mentre tra i giocatori di movimento stiamo sondando diverse opzioni. Di sicuro la Prima Squadra avrà almeno quindici giocatori nati dopo il 2000”. Tali movimenti individuano una progettualità ben precisa che lo stesso Pedoja evidenzia con sicurezza: “Non possiamo cominciare la stagione proclamando di voler costruire un grattacielo dal nulla. L’ambizione deve essere quella, ma vogliamo prima mettere le basi per evitare di arrivare ogni anno a dover ricostruire da zero”.

In poche parole, per la Cuassese questo deve essere l’anno zero definitivo e Timothy Pedoja sta vivendo con impazienza le settimane che lo separano dall’esordio ufficiale: “Fosse per me inizierei adesso con il primo allenamento. La ferita del non poter più giocare è ancora aperta, ma dopo l’ultimo infortunio al ginocchio so di non poterlo fare; da qualche anno, quindi, mi sono orientato ad allenare e mi sto trovando davvero bene. Ho fatto esperienza con i ragazzi di 16/17 anni e ora sono pronto ad altri palcoscenici. È vero che siamo solo in Seconda Categoria, ma proprio per questo la passione che ci anima deve portarci a credere di essere a San Siro, di giocare in Champions League; io in questo momento non sto parlando con VareseSport ma con la Gazzetta dello Sport. Solo con questa mentalità arriveremo in alto e, a tal proposito, vorremmo inserire qualche figura nuova nello staff”.

Non solo Prima Squadra, però, dato che Pedoja guarderà sempre con un occhio di riguardo quella Juniores che ha contribuito a portare nei Regionali. “Voglio subito spazzare ogni dubbio dato che nei giorni scorsi erano emerse speculazioni in merito: sì, faremo sicuramente i Regionali e no, non sarò io l’allenatore. Stiamo valutando tre diversi profili e abbiamo avviato discorsi con qualche società per avere dei 2004 e 2005 pronti per un campionato così impegnativo. Purtroppo non abbiamo più un settore giovanile da cui attingere: siamo però fiduciosi del fatto che, competendo tra i Regionali, non mancheranno i ragazzi disposti a venire qui. Gabriele Prini a causa di un infortunio non potrà più giocare, ma resterà sicuramente nello staff e sarà un elemento importantissimo per la prossima annata”.

Il sogno?Riuscire a riproporre un settore giovanile. Ci avevo lavorato direttamente in passato, ma senza una figura apposita che prenda l’impegno di portare avanti il movimento è dura, senza contare che il Covid ci ha messo lo zampino. Anche per questo il risultato ottenuto dalla Juniores assume più valore: da un gruppo, passami il termine, messo insieme con lo scotch siamo riusciti ad arrivare ai Regionali. Cuasso può così vantarsi di essere una bella piazza a questo livello e quel risultato dovrà essere il nostro starting point. Per adessochiude Pedoja vogliamo fare un bel campionato in Seconda Categoria, difendere la categoria con i Regionali e valutare le possibili soluzioni per avviare un settore giovanile che possa portare tanti ragazzi in Prima Squadra come avvenuto quest’anno. Ci auguriamo di ricevere tante adesioni nelle prossime settimane, ma la certezza è che la Cuassese c’è e continuerà ad esserci”.

Matteo Carraro

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