Home Calcio Eccellenza girone A Verbano, Malvestio: “In Coppa si fa sul serio. Umiltà e determinazione”

Verbano, Malvestio: “In Coppa si fa sul serio. Umiltà e determinazione”

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Verbano, Malvestio: “In Coppa si fa sul serio. Umiltà e determinazione”

Mezzali come lui in Eccellenza se ne vedono poche e, non a caso, Luca Malvestio sogna da tempo il grande balzo in Serie D. In realtà, il centrocampista classe ’97 (che fra due giorni compirà 24 anni) la Serie D se l’era conquistata sul campo, segnando allo scadere il gol decisivo che è valso la promozione all’RG Ticino la scorsa stagione.

Ma nonostante la volontà della squadra piemontese fosse quella di tenerselo stretto, Malvestio è dovuto tornare alla base, al Verbano che lo ha accolto, cullato e fatto crescere per tanti anni, e patron Barbarito non ha intenzione di farselo scappare. Ecco allora che si profila un’altra stagione in Eccellenza, per un’autentica eccellenza del nostro calcio provinciale: forse il destino di Malvestio è di arrivare in Serie D proprio con il Verbano?

Difficile a dirsi, anche se la squadra rossoblù è ormai una vera e propria certezza della categoria, ma con una grande stagione da protagonista Malvestio potrebbe attrarre l’interesse di ben altre realtà e, in questo modo, Barbarito si convincerebbe nel lasciarlo partire. Supposizioni, al momento, perché la stagione è ancora tutta da vivere e il primo impegno ufficiale non è andato proprio benissimo per il Verbano. “Contro la Vergiatese c’è stata troppa disattenzione da parte nostra – comincia il centrocampista rossoblù –. Loro sono senz’altro una buona squadra, e di questo ne eravamo al corrente, ma abbiamo preso gol banali frutto di errori nostri. Rispetto all’amichevole con il Varese abbiamo fatto un leggero passo indietro dal punto di vista dell’intensità, forse perché visto il blasone dei biancorossi siamo riusciti a dare qualcosa in più, ma allenamento dopo allenamento ci compatteremo sempre più”.

Domenica ci sarà la Sestese. Mister Galeazzi è sembrato essere molto concentrato sul campionato; queste partite sono ulteriori test in vista dello start del 19 settembre?
“Le partite di Coppa non sono certo amichevoli: parliamo di impegni ufficiali che vanno giocati e rispettati. Detto questo è inevitabile che il nostro obiettivo, così come quello di tante altre squadre, sia quello di fare bene in campionato. Stiamo lavorando sodo per arrivare pronti al debutto”.

A proposito di campionato, cosa ti aspetti? Quali sono gli obiettivi del Verbano?
“Per la nostra filosofia il primo obiettivo deve sempre essere quello di raggiungere la salvezza il prima possibile. Poi tutto ciò che viene di bello sarà tanto di guadagnato. Dobbiamo fare un passo alla volta e restare umili, altrimenti non andremo da nessuna parte”.

A livello personale, invece, che stagione ti aspetti?
“Di giocare con continuità per dimostrare il mio valore. Sono un centrocampista votato all’attacco perché mi piace inserirmi e spero di battere il mio record personale di cinque gol. Ma a parte questo il mio obiettivo è quello di arrivare a giocare in Serie D: l’ho conquistata sul campo e, non per demerito mio, sono dovuto tornare in Eccellenza”.

A proposito di questo, so che tanti club di Serie D in estate ti hanno cercato; come mai non si è arrivati a un dunque?
“Dopo aver segnato il gol vittoria al ’93 mi aspettavo di rimanere all’RG Ticino, ma non voglio che ci siano fraintendimenti: qui al Verbano sto benissimo e mi sento a casa. Chiaramente il mio sogno è quello di arrivare in Serie D e lotterò per realizzarlo: al momento, comunque, sono concentrato al massimo per fare il meglio possibile a livello personale e di squadra”.

Parliamo proprio dell’RG Ticino: tra le persone che hanno insistito di più nel volerti c’era proprio Costanzo Celestini. Come ti sei trovato in Piemonte la scorsa stagione?
“Benissimo, anche perché il mister lo conosco da tanti anni e con lui ho sempre avuto un’ottima sintonia: ci capiamo a vicenda e sappiamo esattamente come relazionarci sia l’un l’altro sia con i compagni. Nello spogliatoio sono stato accolto alla grande: qualche ragazzo lo conoscevo già perché aveva giocato con me proprio al Verbano, ma anche con gli altri è subito nato un gran bel feeling. La società non ci ha mai fatto mancare nulla e, nonostante sia giovane, è davvero molto ambiziosa. Mi è dispiaciuto non poter tornare con loro”.

Parlando di Serie D, lo scorso 29 agosto c’è stato l’incontro amichevole contro il Città di Varese e, al termine, mister Rossi a microfoni spenti ha speso belle parole su di te e chiesto informazioni; ti fa piacere questo interesse?
“Non sapevo di questa cosa, ma non può che lusingarmi sapere di aver fatto una buona impressione su un allenatore di quel calibro. Questo mi fa capire di essere sulla strada giusta e di continuare a fare ciò che sto facendo. Mi piacerebbe giocare al Varese? Perché no? Mi piacerebbe eccome: è una bella piazza, decisamente calda, e da giocatore carismatico quale sono mi piace vivere tifoserie del genere. In passato ho giocato nelle giovanili del Varese dai Giovanissimi fino all’ultimo anno di Berretti prima del fallimento; non mi dispiacerebbe tornare in biancorosso, ma questa volta in Prima Squadra”.

Ti sei descritto come un giocatore carismatico: è questa la tua caratteristica principale?
“Direi proprio di sì. A livello tecnico non credo di essere poi così male, ma non è certo questo il mio punto di forza. Mi piace trascinare la squadra, inserirmi, essere l’ultimo a mollare e diventare un riferimento per gli altri”.

Con mister Galeazzi qual è il rapporto?
“Il mister è una persona a modo con cui si può parlare liberamente di qualsiasi cosa: se non sono d’accordo su un determinato aspetto posso farglielo notare senza problemi. C’è un bellissimo rapporto e sono contento che sia lui il nostro allenatore: ha le idee chiare e sa come motivare il gruppo”.

Riprendendo una domanda precedente, allora ti chiedo: dove può arrivare il Verbano?
“Siamo una buona squadra ma dobbiamo ancora trovare il nostro equilibrio. Senza dubbio possiamo toglierci delle belle soddisfazioni, ma penso che siamo un piccolo gradino sotto a quello che era il Verbano di Celestini, una squadra che insidiava sempre le prime posizioni. La differenza tra il passato e il presente è l’esperienza: allora c’erano giocatori più stagionati che sapevano il fatto loro, mentre ora sono io, un ’97, ad essere uno dei più vecchi nello spogliatoio”.

Chi vincerà il campionato secondo te?
“Dopo tre anni credo proprio che questa sarà la stagione della Varesina. Hanno allestito una squadra davvero forte, con gente esperta e giovani di livello, per cui vedo loro come favoriti principali. Mi hanno parlato bene anche del Varzi, ma non li conosco; tutte le altre credo siano un passo indietro. Noi sappiamo di avere le carte in regola per fare un gran campionato e vogliamo farlo: se poi arriva qualcosa di più non ci tireremo di certo indietro”.

Matteo Carraro
(foto FB Luca Malvestio)

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