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Samarate, mister Castiglioni: “Testa bassa e lavorare, obiettivi da definire col tempo”

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Samarate, mister Castiglioni: “Testa bassa e lavorare, obiettivi da definire col tempo”

Piero Castiglioni nuovo allenatore del Città di Samarate, subentrato a Duilio Lucarelli per la stagione 2021/22, ha idee molto precise su ciò che vuole trasmettere ai ragazzi che comporranno la sua squadra. Impegno, coesione e voglia di sacrificarsi sul campo, saranno fondamentali per arrivare a degli obiettivi che saranno posti strada facendo.

A cosa è dovuta la scelta di andare al Città di Samarate?
“Non è stata una scelta, dove ci sono delle situazioni in cui si pensa che possa andare bene si va. Conoscevo il Direttore Sportivo, ci siamo sentiti e c’è stato uno scambio di idee ed alla fine abbiamo trovato subito un accordo. Sicuramente ti posso dire di aver intravisto un progetto che mi interessava e ho colto l’occasione”.

Ha già conosciuto una parte del gruppo o sarà tutto nuovo?
“No, assolutamente no, è tutto nuovo, anche perché, diciamolo, conoscersi vuol dire vedersi e non sapere niente come prima di essersi visti. Come è stato in tutte le mie passate stagioni ci si conoscerà quando inizieremo a lavorare insieme sul campo, dove si può poi costruire un rapporto con i giocatori della squadra”.

Ha già parlato con la dirigenza per quanto riguarda gli obiettivi stagionali?
“Anche qui ti devo rispondere di no, io sono tanti anni che faccio l’allenatore e queste cose mi lasciano sempre un po’ perplesso, hai mai sentito una squadra dire che partivano per fare male? Non ce ne sono. Gli obiettivi sono quelli di cercare di fare il meglio con quello che c’è a disposizione. Strada facendo gli obiettivi possono essere confermati se le cose andassero bene, o modificati nel caso contrario. Partiamo per fare quanto di meglio possiamo, ma non sappiamo quanto possa essere, potrebbe essere salvarsi, come potrebbero essere i playoff, o come potrebbe essere vincere. Per quello che mi riguarda, per quello che cercherò di trasmettere ai giocatori cercheremo di fare bene, poi si vedrà”.

Ha parlato di trasmettere qualcosa ai giocatori, a cosa si riferisce?
“Innanzitutto, ma questo a prescindere dalla categoria in cui ci si trova, la passione per fare qualcosa che coinvolga tutti i componenti della squadra. In secondo luogo la voglia di fare sacrifici, solo attraverso il sacrificio, ma da parte di tutto il gruppo, si può pensare di riuscire a raggiungere quelli che ci saremo fissati come obiettivi. È questo che voglio trasmettere, ovvero che solo tramite il coinvolgimento di tutti e la passione si può fare qualcosa di importante. Un gruppo unito è fondamentale, l’abbiamo visto poco fa con la nazionale, e loro sono professionisti, immagina quanto possa essere importante per una squadra in seconda categoria. Qui devi avere passione, solo tramite la passione si può creare qualcosa di più di una squadra, ovvero un gruppo unito”.

In cosa pensa di poter fare la differenza rispetto ai suoi predecessori?
“Io non so chi sia passato, non mi interessa fare la differenza, io voglio fare quello che ho sempre fatto, cioè lavorare cercando di dare il massimo di quello che posso dare a una squadra. Io penso a questo e cerco, tramite il lavoro, di dare un lustro a quello che è questa società e questa squadra. Io non mi permetto di dire che farò la differenza, probabilmente sono passati anche allenatori migliori di me, ma nel calcio si sa che per dare qualcosa in più ci vogliono delle componenti e meccanismi ben oliati. Il mio motto è testa bassa e lavorare e metterci tutto l’impegno possibile”.

Cosa si aspetta dai ragazzi che comporranno il gruppo?
“Io mi sono sempre aspettato che il mio messaggio fosse recepito dai ragazzi. Nel caso di questa nuova esperienza me lo auguro ancora, perché spero che si possa comporre un’impalcatura che regga nel corso degli anni e che tramite questo lavoro si arrivi a creare un’identità di squadra, che adesso, ovviamente non c’è ancora. Poi ci sono concetti di tecnica e tattica, però quelli esulano un po’ da questo discorso perché ripeto, siamo in seconda categoria e qui i valori devono essere preponderanti per permetterti di andare avanti”.

Andrea Vincenzi

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