Gallarate vince un derby infuocatissimo in casa della AB Busto Arsizio per 84-82, in una partita bellissima fatta di tante partite dentro i 40′. Il BBG ha la forza di portare a casa due punti di cuore in una situazione di emergenza totale, mentre Busto può recriminare per un terzo periodo nel quale ha spento la luce in maniera improvvisa, non riuscendo poi a pieno nella rimonta finale.

Soddisfatto e felicissimo il coach di Gallarate, Stefano Gambaro, in una serata speciale per lui che avrebbe dovuto guidare Busto quest’anno e che invece si ritrova con due derby vinti su due sfide sulla panchina di Gallarate: “Siamo arrivati a ieri per vedere come stava De Bettin. La mano gli faceva ancora male ma ci ha dato un grandissima aiuto stasera. Filippi si è scavigliato ma ha voluto finire la partita dandoci una grossa mano. Quando piove, grandina. Abbiamo Clerici fuori, Calzavara anche ma per fortuna la società in settimana ci ha messo Croci a disposizione e ci ha dato una grande mano stasera. La squadra ha vinto di cuore, abbiamo lottato su ogni pallone, andando a rimbalzo tutti e cinque per sopperire al gap fisico. I ragazzi hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo e per me come allenatore, una vittoria del genere vale 4 punti. Io qui a Busto non ho avuto nemmeno il tempo di iniziare, venendo oggi in macchina pensavo a quanto fosse strano tornare in un posto dove venivo tutti i giorni. E’ andata così, scelte loro, io adesso mi godo il momento e sono felicissimo della mia squadra e società che ringrazio per avermi voluto in panchina”.

Di umore diverso coach Alberto Mazzetti che recrimina ai suoi una partita non gestita al meglio nei suoi momenti cruciali: “Ci sono state tante partite in una sola partita stasera. I primi due quarti sono stati di studio, mentre negli ultimi due è successo di tutto. Continui alti bassi, soprattutto il 71-52 da cui siamo tornati in gara, per poi perderci nei momenti cruciali del match. 4 liberi sbagliati, due palle perse di troppo sotto di tre e sotto di due dove siamo andati in confusione e poi ci sta che un fischio in un modo o in un altro può indirizzare il match, ma la colpa è nostra perché non possiamo finire sotto di venti in casa. Non possiamo regalare troppo cose facili ad una squadra forte. Se noi giochiamo a pallacanestro facciamo fare fatica a tutti, ma ci siamo disuniti troppo nelle due fasi, aprendo il fianco al loro break nel terzo periodo. Potevamo avere un approccio mentale ed emotivo nella difficoltà diverso ma recuperare da -19 non è da tutti”.

Alessandro Burin

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