Il recupero infrasettimanale chiede molto alle squadre: giocare tre partite nel giro di otto giorni in Terza Categoria non è affatto facile e le insidie sono dietro l’angolo, tra infortuni, squalifiche e chi, per motivi di lavoro, non riesce a scendere in campo. Il Don Bosco ha risposto con entusiasmo e determinazione alla sfida: dopo il 4-4 contro il Caesar, ecco arrivare il 2-4 sul campo del Ponte Tresa (recupero 7^ Giornata) e il 2-0 sulla France Sport. Risultati che valgono il primato nel Girone A in compagnia del Biandronno.

Il club biancoverde si è dimostrato solido nei confronti di tutti gli avversari, lasciando dietro di sé solo una sconfitta nella prima giornata di campionato contro il Casbeno. “La miglior difesa è l’attacco”: Mirco Tamborini e Giorgio Cizzico sono due esempi perfetti di questo aforisma e, con i loro gol hanno trascinato il Don Bosco in vetta. Sette risultati utili consecutivi non sono certo frutto del caso: la squadra è forte, sa di esserlo e vuole dimostrarlo in ogni partita.

Tuffiamoci insieme a Tamborini, bomber classe ’97 e autore di una tripletta contro il Ponte Tresa mercoledì scorso, nel mondo biancoverde per scoprire la mentalità vincente che contraddistingue il Don Bosco in questo campionato.

Mirco, complimenti per aver raggiunto la testa al campionato dopo otto giorni di fuoco; raccontaci un po’ di questa settimana d’oro.
“Sì, è stata proprio una settimana d’oro. Contro il Caesar, anche se abbiamo racimolato solo un pareggio 4-4, è stato un punto importantissimo perché ci ha permesso di raggiungere la cima alla classifica. A Ponte Tresa è stata la prima partita in cui a fine primo tempo ci trovavamo in svantaggio (2-1, ndr) per un motivo anche strano: il campo era così bello e grande che non eravamo abituati a giocarci (sorride, ndr). Nel secondo tempo i siamo svegliati e, grazie anche a qualche consiglio del mister, siamo riusciti a ribaltare la partita 2-4. Ho fatto una tripletta della quale sono molto orgoglioso, non tanto per risultato personale ma per la squadra. Infine, la vittoria di domenica contro la France Sport per 2-0 non è stata facile: portare a casa i tre punti ci ha permesso di conservare la vetta del nostro girone. Fare così tante partite in pochi giorni è sicuramente stata dura: abbiamo diversi infortuni, problemi muscolari e altro, e giocare così spesso non aiuta, anche se è stimolante perché ci permette di mettere sul campo noi stessi e la nostra voglia di vincere”.

Sei al Don Bosco da tre anni, esattamente da quando è stato rifondato: com’è stata come esperienza?
“La squadra è stata rifatta da zero e hanno preso anche un nuovo allenatore che già conoscevo perché Paracchini mi ha allenato per tre anni alla Vergiatese: insieme abbiamo avuto un triennio fantastico vincendo tutti i campionati Juniores. Avendo sempre allenato le giovanili, il mister conosce tanti talenti e ha potuto contribuire alla creazione di questa nuova squadra. Non a caso, molti dei miei compagni attuali sono ragazzi con cui ho già giocato in passato e conosco bene il loro gioco; ciò aiuta ad avere una buona chimica di squadra e a raggiungere certi risultati. Come mi trovo con Cizzico? Giorgio è arrivato quest’anno e con lui mi sono subito trovato molto bene. Nonostante i dieci anni di differenza siamo molto simili, anche fisicamente, e siamo due macchine da gol: insieme segniamo anche di testa, difficile vista la nostra statura non elevata, ma quando ci si diverte e si ha voglia di vincere insieme ad un gruppo ben affiatato succede di tutto”.

Hai giocato in tante categorie e visto tanti giocatori, qual è quello che più ti ha colpito?
“Quando ancora giocavo con la Juniores alla Vergiatese guardavo Neven Adzaip che giocava in Prima Squadra: mi ha sempre affascinato come giocatore. Giocava da centrocampista, spesso da trequartista, e aveva un gioco pulito, tranquillo… mi rapiva. Probabilmente lui non si ricorda neanche di me, ero molto giovane, ma mi ha fornito un ottimo esempio da seguire nella mia carriera da calciatore”.

Qual è stata la tua stagione preferita?
“Il primo anno qui a Bodio, anche se ci siamo dovuti fermare causa Covid. Non è stata una stagione buonissima per la squadra, era appena stata rifondata ed eravamo quintultimi, ma ci ha regalato una delle partite più belle della nostra vita: quella contro il Città di Varese. I tifosi biancorossi gremivano la curva ed incitavano la squadra in un modo davvero unico, cosa difficile da vedere in Terza Categoria; la vittoria per 4-3 è stata al ciliegina sulla torta di quella giornata splendida. La partita contro il Varese è stata veramente da incorniciare, anche perché è la prima partita in cui il loro tornavano a giocare all’Ossola dopo parecchio tempo, ed è stata una grande festa per tutti. Sempre quell’anno, a livello individuale, stavo confezionando un’ottima stagione perché ero a quota 25 gol e mi è spiaciuto molto averla lasciata a metà”.

Cosa differenzia la Terza Categoria dalle altre in cui hai giocato?
“Quello che rende la Terza Categoria bella ai miei occhi è proprio questa voglia di giocare a calcio. Ogni partita è una battaglia: se non metti la gamba e non ci credi fino in fondo non porti a casa il risultato. Conta poco se sei primo e giochi contro una squadra di metà classifica, perché se gli avversari ci credono di più vincono in quanto più motivati. L’esempio lampante è proprio la prima partita di campionato contro il Casbeno: stavamo vincendo 2-0, ma ci siamo adagiati sugli allori, li abbiamo sottovalutati e ce l’hanno fatta pagare vincendo 3-2. Quella è stata la nostra unica sconfitta: da allora non abbassiamo mai la guardia e il mister ce lo ripete ogni volta negli spogliatoi”.

Quali sono gli obiettivi della squadra?
“L’obiettivo principale, anche vedendo i grandi nomi che abbiamo in rosa, è vincere il campionato e salire di categoria. Vorremmo anche avanzare il più possibile in Coppa Lombardia: abbiamo passato i primi due turni e sognare in grande non costa nulla, per cui vogliamo inseguire l’impensabile e provare a vincerla”.

E i tuoi personali?
“Spero di arrivare sopra i 20 gol stagionali. Traguardo difficile, visto il campionato corto, ma per ora ho già fatto circa una decina di gol… quindi è fattibile”.

Simone Canil

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