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De Vico saluta Varese: “Un onore”

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De Vico saluta Varese: “Un onore”

Nella vita ci sono diversi tipi d’amore, quelli eterni, che durano per sempre, quelli di un attimo, quando basta l’incrocio di sguardi per far scattare la scintilla, i fuochi di paglia, che durano un momento e poi svaniscono ed infine gli amori incompiuti. Proprio l’ultima tipologia riguarda il rapporto tra la Pallacanestro Varese e Niccolò De Vico, per un amore che sarebbe potuto essere dei più belli ma che è rimasto incompiuto nella sua espressione.

Un matrimonio, quello tra l’ala monzese e la squadra biancorossa, partito sotto i migliori auspici, con grandi aspettative e speranze da una parte e dall’altra in un congiungimento avvenuto dopo anni di corteggiamenti della società della Città Giardino nei confronti di De Vico. Un grave infortunio e scelte tecniche diverse hanno tramutato una bellissima storia d’amore in un rapporto tormentato, reso solo più dolce dalla professionalità estrema con la quale De Vco ha saputo reggere scelte difficili e dolorose che lo hanno visto ai margini della squadra per la rottura del capitello mediale destro e per la scelta di coach Bulleri di relegarlo ad ultimo cambio.

Mai una parola fuori posto, mai un gesto di stizza, uomo spogliatoio imprescindibile, sempre pronto con il sorriso a scendere sul parquet dell’Enerxenia Arena per allenarsi al massimo, nonostante sapesse già di non scendere in campo.
Un atteggiamento che non solo all’interno della società ma anche fuori si è notato ed ha reso De Vico, se non un simbolo in campo quantomeno fuori, circondandolo di tantissimo affetto da parte di tutta la gente di Varese che, al momento del suo addio, ha sentito il bisogno di lasciargli un messaggio di saluto.
Un sentimento che lo stesso Niccolò ha sentito forte dentro di sé e ieri l’ha espresso con delle parole importanti e cariche di significato, a maggior ragione dopo tutte le vicessitudini che la stagione passata si è portata con sé. Lascia da vero gentleman, quale si è dimostrato sempre durante l’annata, nonostante il suo soprannome sia stato “il Pirata”, per quella bandana intorno alla fronte che ha fatto innamorare i supporters biancorossi: “Si chiude un altro capitolo. Uno di quelli che difficilmente dimentichi. Potrò dire di aver giocato a Varese, una di quelle piazze che ti rimane dentro. Per la sua storia, per la sua gente, per i suoi tifosi. Quelli che in questi mesi ci hanno spinto, nonostante la lontananza dai palazzetti. Quelli che in questi giorni mi hanno riempito di messaggi d’affetto che porterò nel cuore per sempre. Grazie Varese. È stato un onore”.

Alessandro Burin

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