E’ stato presentato ieri da un operatore privato, in commissione consiliare, un progetto per la riqualificazione dell’area antistadio (il campo posizionato dietro il settore distinti del “Franco Ossola”) che prevede la posa di 4 campi da paddle e una pista del ghiaccio di 40×20 metri.

Un ottimo progetto che, al di là di cozzare con eventuali futuri utilizzi dello stadio da parte di una squadra di calcio di categorie superiori alla Serie D attuale dei biancorossi, darebbe un’impennata ad uno sport emergente come il paddle che nell’ultimo anno è diventato un vero e proprio tormentone.
In realtà il progetto del soggetto privato ha attirato più l’attenzione per la posa della pista del ghiaccio che non per il paddle. Da un anno, infatti, le società del comparto ghiaccio sono senza issa dimora, ossia da quando il PalAlbani è stato chiuso.

Durante il consiglio l’assessore Andrea Civati ha posto l’accento sul fatto che “la pista risponderebbe alle esigenze delle associazioni sportive ospitando tutte le attività di avviamento agli sport del ghiaccio“.
La realtà non è proprio così: una pista del ghiaccio per poter ospitare delle partite ufficiali del campionato di hockey deve essere di 40×60 metri e anche l’utilizzo per il settore artistico sarebbe pressochè nullo. E’ un po’ come dire al Città di Varese di giocare le partite di campionato su un campo a 9 giocatori invece che a 11.

Oltre alla delusione per tutte le società del ghiaccio che vedono sfumare una ulteriore ipotesi per la risoluzione del loro problema, l’architetto Angelo Del Corso ha fatto notare come sia assurdo ricoprire un’area verde, seppur inutilizzata in questo momento, “… con tre piazze di carattere cementizio. Sono campi invadenti, con entità volumetriche rilevanti e un’altezza all’apice di 11 metri. Strutture di questo tipo in altre città sorgono in edifici dismessi, senza modificare nulla”.

Un classico pastrocchio all’italiana, un progetto di difficile approvazione che passa da una scorciatoia (accontentare il comparto ghiaccio di Varese) per poter andare avanti più agevolmente.
L’amministrazione comunale in questo momento è immobile, non esistono i fondi per muovere foglia al “Franco Ossola” perchè la prima ‘assurdità’ che viene in mente è che nell’area antistadio, dove si gioca a pallone, un bel campo da calcio in sintetico non ci starebbe proprio male.
Ci sono tanti altri spazi per realizzare i campi da paddle. Purtroppo ce ne sono pochi per risolvere il problema palaghiaccio fino alla fine dei lavori al Palalbani. Di certo, però, questa non è comunque la soluzione.

Michele Marocco

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