Altra mazzata per la ristorazione: da lunedì Lombardia arancione e tutti restano chiusi

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Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia da lunedì 11 gennaio saranno di nuovo in zona arancione, le altre regioni saranno in zona gialla. Nessuna zona rossa per la Lombardia, dunque, come è trapelato ieri sera, anche se l’indice RT, che è 1.27 (sopra l’1.25 in teoria scatta la zona rossa), non è un segnale incoraggiante sull’andamento epidemiologico nella nostra regione.
E’ questo ciò che è stato deciso dal Governo e il Ministro della Salute Roberto Speranza in serata firmerà una nuova ordinanza che sarà valida fino a venerdì 15 gennaio, data in cui scadrà il DPCM e ne verrà ufficializzato uno nuovo.
Domani e dopodomani, nel frattempo, tutta Italia sarà zona arancione.

Inoltre, stamattina il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ieri ha prolungato la didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado fino al 24 gennaio, ha ufficializzato un rimpasto ai vertici della regione. Giulio Gallera, assessore alla Sanità e al Welfare e molto criticato per la gestione di tutti questi mesi difficili, è stato sostituito da Letizia Moratti, ex sindaca di Milano ed ex ministra dell’Istruzione del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Entrano in giunta Alessandra Locatelli con delega alla Famiglia, Solidarietà sociale e disabilità, e Guido Guidesi allo Sviluppo economico.

Cosa si può fare in zone arancione

Spostamenti

In zona arancione ci si può muovere liberamente, senza autocertificazione, soltanto all’interno del proprio comune e rispettando il coprifuoco, che rimane valido dalle 22 alle 5. È invece vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. 
Rimane la deroga che consente di spostarsi dai comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti per una distanza non superiore a 30 km, ma senza la possibilità di raggiungere i capoluoghi di provincia.
Possibile, inoltre, uscire per “raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti”.

Negozi, ristoranti e centri commerciali

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie possono effettuare solo servizi d’asporto – fino alle 22 – e a domicilio, senza limiti di orario. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali. A poter aprire in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi, compresi i centri di estetica e i centri commerciali, che però saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi.
All’interno dei negozi deve essere assicurata la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Gli ingressi devono essere dilazionati in modo che non si creino assembramenti all’interno dei locali e non si deve rimanere nei negozi più del tempo necessario per l’acquisto di beni. 

Trasporti, sport e cultura

Invariata con la zona arancione la situazione dei trasporti pubblici, sui quali permane il limite di capienza del 50%. Stessa cosa per l’ambito sportivo e culturale: rimangono chiusi teatri, cinema, piscine e palestre. È invece possibile fare sport all’aria aperta e in solitaria.

Quando serve l’autocertificazione in zona arancione

Nella zona arancione l’autocertificazione serve per spostarsi nelle ore del coprifuoco, dalle 22 alle 5, o fuori dal proprio comune e dalla propria regione, per ragioni di lavoro, salute o necessità e urgenza. Nell’autocertificazione, scaricabile in pdf, il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Redazione

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