Ha destato interesse l’articolo che abbiamo pubblicato ieri sull’esito dell’asta fallimentare che riguardava il nome, i loghi e i trofei del Calcio Varese. Quello degli ultimi cinque anni, per capirci, quello dalla stagione 2015 al 2019.
Si sono mossi alcuni privati che hanno inviato una mail di richiesta di informazioni alla Gma Cooperativa Sociale di Roma che si è aggiudicata il lotto contenente: i marchi del SSD VARESE CALCIO SRL utilizzati dal 2015 al 2019 e altri oggetti compresi nel lotto, quali 82 coppe, 9 targhe, lo stendardo storico del Varese Calcio, 3 targhette e 3 coppe storiche (presumibilmente quelle ricevute per la vittoria dei campionati di Serie D, in Serie C2 e la vittoria dei playoff in Serie C1).

Difficilmente qualcuno potrà essere interessato a entrare in possesso del nome o dei marchi che, tra l’altro, hanno una vita molto breve e a cui la tifoseria non è minimamente legata, anzi: un passato recentissimo decisamente da cancellare. Discorso diverso invece per le le Coppe delle tre promozioni.
Ironia della sorte, sono le stesse Coppe che proprio quattro anni l’attuale presidente del Città di Varese, Stefano Amirante, fece riavere alla società biancorossa riportandole allo stadio il 20 marzo del 2016 prima della partita vinta col Vittuone per 5-1 che segnò il ritorno del Varese in Serie D.

Presidente, devi ripartire da capo con queste Coppe?
“Come ti avevo detto allora i Trofei del Varese Calcio devono stare nella casa biancorossa – ci dice Amirante -. Ho collaborato per tanti anni con la società di cui sono tifoso e il mio era stato un gesto di passione nei confronti di una squadra che mi ha regalato emozioni uniche negli anni della Serie B. Chiaro che oggi tutto questo vale ancora di più perchè oltre che continuare ad essere tifoso del Varese ne sono anche presidente”.
Come abbiamo anticipato, riteniamo che alla società biancorossa non interessi minimante il nome, la scelta di chiamare la squadra Città di Varese è stata fortemente voluta, e nemmeno i simboli perchè lo stemma attuale rappresenta alla perfezione la squadra con un pallone ai piedi del Sacro Monte.

La società ha intenzione di fare qualcosa nell’immediato?
“Oggi non è assolutamente una priorità – ci dice Stefano Pertile Vice Presidente del Città di Varese -. Questo non vuol dire che non ci interessa quello che potrebbero rappresentare le tre Coppe che, mi sembra di aver capito, tra l’altro nessuno ha ancora visto bene. Ora siamo concentrati sulla stagione in corso che, tra mille difficoltà, stiamo portando avanti. Quando sarà il momento giusto penseremo anche ai Trofei”.

Michele Marocco

2 Commenti

  1. “marchi che, tra l’altro, hanno una vita molto breve”, ma intanto sono gli ultimi ad essere stati associati apertamente alla storia gloriosa iniziata nel 1910, che il Città di Varese invece è molto reticente (e credo anche di conoscere i motivi – anche validi) a rivendicare

    • Vero. Se poi, per assurdo, qualcuno si comprasse il marchio e lo usasse per fondare a sua volta una squadra di calcio, quale sarebbe il “vero Varese” (o quantomeno il più “vicino al vero”)? Si rischia di finire come a Verbania o a Tortona – consiglio a tutti di andarsi a leggere cos’è successo per colpa di un marchio avuto o non avuto

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