Home Calcio Seconda Categoria girone Z Samarate, Lucarelli: “Era meglio iniziare la stagione a febbraio. A gennaio mi aspetto un’impennata dei casi”

Samarate, Lucarelli: “Era meglio iniziare la stagione a febbraio. A gennaio mi aspetto un’impennata dei casi”

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Samarate, Lucarelli: “Era meglio iniziare la stagione a febbraio. A gennaio mi aspetto un’impennata dei casi”

Tra i tanti lavoratori sanitari presenti nel territorio anche nel nostro calcio provinciale, ne abbiamo uno che di giorno lavora nella medicina nucleare e nel weekend veste i panni di mister. Stiamo parlando di Duilio Lucarelli, allenatore del Città di Samarate, novità del girone Z di quest’estate. Tra Coronavirus e calcio, ci ha detto la sua opinione su come potranno essere i prossimi mesi.

Partiamo dal tuo lavoro, di che cosa ti occupi?
“Sono tecnico di radiologia, lavoro in medicina nucleare che è una branca che usa sostanze radioattive a scopo diagnostico. Usiamo immagini che rappresentano la funzionalità di un organo sovrapposta all’immagine anatomica. Tra le tante cose, per citartene una, c’è lo studio del cuore a riposo e sotto sforzo”.  

Con l’emergenza è cambiato qualcosa nel tuo modo di lavorare?
“Sicuramente sì, alcuni di noi sono stati anche spostati per necessità, sono andati in altri ospedali in reparti di radiologia per fare tac per polmoniti e, purtroppo, sono anche scoppiati dei focolai in alcuni settori. Poi, ad esempio, sono stati limitati gli accompagnamenti dei parenti, i day hospital, sono stati sospesi degli interventi chirurgici, anche quelli oncologici hanno subito ripercussioni. Senza contare tutte le procedure interne come la sanificazione, l’aspetto della protezione individuale e le varie urgenze. Rispetto alla prima ondata, però, il personale sanitario ha modo di affrontare le terapie con più protocolli”.

Come pensi si sia arrivati a questa seconda ondata?
“Questo virus ha un’alta contagiosità, probabilmente con l’estate è stato sottovalutato tra il caldo, il fatto che la gente è uscita di più e si sono fatti meno tamponi sino a quando è riesploso il contagio fino ad accelerare del tutto. Una possibile soluzione poteva essere far circolare le persone con le giuste precauzioni, preservando i soggetti più deboli come gli anziani o coloro che hanno patologie. È con la distanza che freni il virus.
Adesso si iniziano a vedere gli effetti delle misure dell’ultimo DPCM ma mi aspetto una nuova impennata a gennaio. Per questo sono necessarie adesso delle restrizioni, anche se questo comporterebbe ancora sacrifici, altrimenti a gennaio dovremmo aspettarci nuove misure.
Una soluzione finale sarà sicuramente il vaccino. Verrà fatto subito a chi lavora in ambito sanitario, agli over 65, nelle rsa e alle forze dell’ordine, fino a scalare sulla popolazione. Ma non è immediato, perché ci vorrà tempo prima che verrà somministrato a tutti, ci saranno due dosi e per le risposte corporali ci vorrà tempo, un mese o 40 giorni e, collegandomi al nostro campionato, penso che la soluzione migliore sia non ripartire. Ci saranno delle ripercussioni sugli stili di vita, nella scuola o sui modi di lavorare ma speriamo che non sia motivo di distacco sociale”.

Parlando appunto di calcio, nello specifico il campionato dilettantistico, cosa mi dici di questa situazione che si è venuta a creare?
“Probabilmente avrebbero dovuto attendere e partire direttamente a febbraio con un unico girone. Adesso o riparti o annulli il campionato. Già dare una data precisa, il 7 febbraio, per la ripartenza penso sia un errore, avrei dato una data più generica ma anche se volessero davvero partire a febbraio con i recuperi a gennaio, bisogna mettere in preventivo una preparazione al 15-20 dicembre, che è impossibile. Tutti vorrebbero tornare, ma come fai? Non penso proprio che si inizierà a febbraio.
Hanno parlato di vari format, come quello di un solo girone con play-off e play-out o, per la grande passione di tutti, fare un non-stop fino all’estate, ma questo comporterebbe giocare minimo tre volte alla settimana. Anche dal punto di vista economico ci sono problemi, dovrebbero tenere buona questa iscrizione e non fare pagare nulla il prossimo anno”.

I suoi ragazzi cosa dicono?
“Loro vogliono andare in campo, però c’è la consapevolezza di aspettare. Anche sulle chat scrivono di voler ritornare, sono dispiaciuti per questa situazione, ma allo stesso tempo non vogliono neanche riniziare e poi doversi fermare nuovamente”.

Roberta Sgarriglia

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