Con la stagione in archivio le Luino Ladies non si fermano. Infatti, insieme alla ASD Riozzese, al Milan femminile e all’associazione scientifica Aequabilitas stanno organizzando per il 10 giugno alle ore 20.45 un webinar gratuito dal titolo “Perché le femmine non possono giocare a calcio?”. Un’analisi sul fronte tecnico, scientifico, medico, storico e psicologico per sfatare il mito del “le donne e il calcio non possono funzionare”. Il seminario si terrà in diretta sulla pagina Facebook di Aequabilitas e per ogni partecipante verrà lasciato un attestato di partecipazione previa iscrizione alla mail [email protected].

Relatori dell’evento saranno la squadra delle Luino ladies, che racconteranno la storia del calcio femminile, Nicola Mastromarino, allenatore UEFA B e mister rossoblù, il Dott. Franco Compagnoni, dirigente, medico sociale della squadra, che approfondirà il tema delle differenze tra uomo e donna dal punto di vista medico, Germano Sessa, DS dell’ASD Riozzese con il presidente Mileto Farraguna e Gianfranco Parma, responsabile del settore giovanile del Milan femminile, che parleranno del calcio femminile professionistico. Restando in tema del club Riozzese ci sarà anche il capitano della squadra femminile, Elisa Galbiati. Infine Sarah Maestri, attrice e madrina delle Luino Ladies.

Germano Sessa commenta così l’evento: “È un evento per mettere a nudo le criticità che tutti noi addetti ai lavori del calcio femminile dobbiamo ancora subire, in tema discriminazioni e situazioni che possono portare a pensare al perché una ragazza si affacci al mondo del calcio. Noi oggi vogliamo affrontare tutto questo facendo riconoscere una parità tra entrambi i sessi che svolgono la stessa attività sportiva, infatti il titolo del seminario indica un settore per il quale si potrebbe fare di più se solo si intraprendesse la veduta che fare sport per una donna è importante. Il calcio femminile è calcio puro che non ha nulla da invidiare a quello maschile. Ci sono contesti difficili con le quali le ragazze si devono cimentare magari anche in alcune regioni dove non si ha uno sviluppo calcistico e culturale per poter fare calcio e quindi, sono penalizzate. È una battaglia perché l’equità deve essere alla base di ogni sport, in particolare nel calcio. Il successo della nostra nazionale di calcio ha inciso su quello che è il modo di vedere l’ambito femminile. Passione, sacrificio, impegno e dedizione allo stato puro, questo è il calcio rosa. Il Luino Ladies mi ricorda la mia società perché nel corso di questi anni ho avuto modo di conoscere persone che hanno voluto portare e promuovere il calcio femminile con impegno anche perché non affrontano campionati importanti ma lo fanno sempre con il medesimo amore che mettiamo noi”.

A queste parole si accompagnano quelle di Donato Columpsi, presidente delle Luino Ladies: “Abbiamo deciso di fare questo webinar per cercare di dare attenzione a un fenomeno in crescita ma che ancora ad oggi va in contro ad ostacoli amministrativi-politici e sportivi. In un momento di difficoltà come questo il calcio femminile sarà il settore che avrà meno possibilità di sviluppo”.

Qual è il bilancio della vostra stagione e come è stato vissuto dalle ragazze questo periodo?
“Annata estremamente positiva, fino allo stop eravamo ai vertici e lottavamo per la promozione. Ci siamo adeguati sin da subito alle normative. Le ragazze hanno tanta voglia di ricominciare e tornare in campo ad allenarsi. La ripresa la vedo difficile e complicata, ad oggi abbiamo problemi logistici cioè di spazi e spogliatoi ma siamo propensi a ripartire e creare il gruppo”.

Progetti futuri?
“Vogliamo crescere creando un settore giovanile completamente al femminile con la collaborazione di altre squadre come la Riozzese che è centro tecnico del Milan. Inoltre le ragazze vogliono realizzare una loro divisa personalizzata e vorrei precisare che siamo l’unica società sportiva in Italia che gioca con il logo “No violenza sulla donna” stampato sulla maglia. Vorremmo fare un ritiro pre campionato prima di ripartire ma attendiamo perché siamo molto attenti alla salute. Infatti, abbiamo dato vita ad una collaborazione con l’associazione scientifica Aequabilitas che mette al servizio della squadra con tutte le componenti mediche. Chiediamo di seguire le ragazze e il mondo del calcio femminile perché solo così facendo le discriminazioni e disuguaglianze che ancora oggi ci sono potranno finire”.

Roberta Sgarriglia

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