L’oro di Nicolò Carucci: “Talento e testa, vittoria che mi stimola. A Gavirate ho fatto il salto di qualità”

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E’ salito sul grande palcoscenico internazionale degli Under 23 dalla porta principale. Nicolò Carucci della Canottieri Gavirate, infatti, al suo primo Europeo Under 23, per altro nella specialità del singolo, mai affrontata prima in una competizione ufficiale fuori dall’Italia, ha vinto l’oro mettendo in riga tutti gli avversari più esperti e più grandi di lui. Milanese classe 2001 trapiantato da quattro anni su lago di Varese, è uno dei giovani talenti più puri del canottaggio azzurro e, sotto l’attenta guida di coach Giovanni Calabrese, il suo futuro promette di essere radioso. Oltre ai grandi mezzi tecnici e fisici, Nicolò ha già dimostrato di avere altre qualità altrettanto indispensabili nello sport come nella vita: testa, fame e voglia di lavorare e migliorarsi ogni giorno con umiltà.

Partiamo da uno dei ricordi più freschi ed emozionanti insieme al successo nel singolo Under 23 e Senior ai Campionati Italiani di metà ottobre a Varese: il primo posto nel singolo agli Europei Under 23 di inizio settembre a Duisburg, in Germania. Il tuo è stato un vero e proprio exploit.
“La vittoria è arrivata in modo piuttosto inaspettato, anche perchè era la mia prima gara internazionale in singolo. Prima di allora avevo remato solo in doppio, anche con buoni risultati, e la possibilità di prendere parte agli Europei sul singolo è uscita un mese prima della partenza per la Germania. Il direttore tecnico Francesco Cattaneo ha creduto in me e nelle mie potenzialità e ho preso questo impegno con grande motivazione, curando bene ogni dettaglio e allenandomi in modo specifico per il singolo ma senza sapere quale potesse essere il mio livello. Arrivavo dalla categoria Juniores e, dovendo competere per la prima volta con gli Under 23 e quindi con ragazzi più grandi anche di 3-4 anni, mi ero posto come obiettivo quello di centrare la finale A; entrare nei primi sei sarebbe già stato risultato importante”.

E, invece, al collo ti sei messo addirittura la medaglia d’oro davanti a Germania e Romania.
“E’ stato un crescendo di prestazioni ed emozioni. Ho partecipato e vinto le batterie e poi anche la semifinale ed è stato in quel momento che ho iniziato a capire che avevo chance di salire sul podio. Ero in un ottimo periodo di forma, ho curato nei minimi particolari anche l’alimentazione e ho ricevuto tanto appoggio da chi mi stava vicino, aspetto che per un singolista è fondamentale. Durante la finale ho fatto la gara solo su me stesso, rimanendo concentrato sui miei passaggi, sui colpi e sulla mia velocità non cadendo in distrazioni e sono riuscito a vincere un bellissimo oro che per l’Italia è un risultato storico. Sono stato una sorpresa un po’ per tutti, per me e per i miei avversari in primis, ma il mio allenatore è sempre stato consapevole di ciò che potevo tirare fuori e che finalmente è uscito. Vincere al primo anno di Under 23 è inusuale perchè l’Under 23 è una categoria in cui l’esperienza conta tantissimo e questo traguardo mi rende felice e nello stesso tempo mi fa avere ancora più voglia di allenarmi e migliorarmi”.

Che cosa ti piace il singolo?
“Amo essere autonomo, non essere vincolato a nessun’altra persona e assaporare il senso di libertà che questa barca dà; tutto ciò che viene, di buono e di cattivo, è solo frutto del singolista che, di solito, è un atleta molto resiliente, qualità che mi affascina. Nel singolo, infatti, ci vuole grande forza mentale per mantenersi costante negli allenamenti e per darsi sempre motivazioni nuove e non a caso è la specialità più difficile e che non è nelle corde di tutti. Io sento che il singolo mi calza, è una bella combinazione di qualità tecniche, fisiologiche e mentali. A livello internazionale sono pochi gli italiani ad aver vinto medaglie e io mi ritengo molto fortunato ad avere come allenatore un grande come è stato Giovanni Calabrese”.

Quali sono i tuoi idoli? A chi ti ispiri?
“Sicuramente guardo a Giovanni Calabrese che è stato un medagliato olimpico, ma non mi fermo al canottaggio. Mi piacciono molto quegli atleti che si sono costruiti con impegno, fatica e mettendoci la giusta testa e non solo grazie al talento: mi affascinano, quindi, il ciclista Christopher Froome o il triathleta Jan Frodeno, tutti campioni che hanno raggiunto importanti risultati grazie alla costanza mentale”.

Calabrese e la Canottieri Gavirate sono una realtà consolidata nel panorama italiano e tu da milanese hai colto al volo l’opportunità di allenarti in rossoblù.
“Arrivo dall’equitazione e dal nuoto ma quando il nuoto non mi ha dato più stimoli ho deciso di ascoltare mia mamma che ha sempre amato le barche e ho iniziato a fare canottaggio alla Canottieri Milano. Era il 2014 e dopo tre anni ho deciso di cambiare e di affidarmi alla Canottieri Gavirate per fare il salto di qualità. Le potenzialità c’erano e avevo bisogno di crescere e migliorarmi con tecnici esperti, in una struttura all’avanguardia e sul lago più bello d’Italia per chi pratica canottaggio. Il Lago di Varese è davvero il migliore per la qualità della palata in barca, per il paesaggio e per il clima”.

Inoltre c’è una nidiata di giovani talenti come te pronti a spiccare il volo.
“Certamente. Siamo un bel gruppo che si è ampliato negli ultimi anni anche grazie all’attivazione dei college sportivi universitari. Puntiamo tutti in alto e nella categoria Under 23 abbiamo tutti prospettive interessanti. In particolare sono legato a Sebastiano Carrettin, sesto ai recenti Europei Under 23 nel doppio con Edoardo Rocchi, Giovanni Codato e Paolo Covini, terzi nell’otto agli Europei Under 23, e Riccardo Peretti”.

Quali sono i tuoi prossimi impegni?
“La prima gara della stagione sarà la d’Inverno sul Po a Torino a febbraio e gareggerò in singolo. Poi, il 20 e 21 marzo, a Piediluco è in programma il primo meeting nazionale e da lì in poi si farà dura perché in gioco ci sarà la selezione per i più importanti appuntamenti nazionali e internazionali con gli azzurri”.

Tra il 9 e l’11 aprile 2021 Varese ospiterà gli Europei Assoluti 2021. Sono un tuo obiettivo?
“Sarebbe bello, ma dipenderà da come starò e quanto andrò forte nelle selezioni di marzo. Più che altro punto ad essere competitivo con gli Assoluti per entrare in quel gruppo. Proverò in ogni modo a salire su una barca per le Olimpiadi di Tokyo che sono un sogno, ma più realisticamente vorrei andare ai Mondiali Under 23 di luglio a Racice, in Repubblica Ceca, dove sarò campione europeo in carica e mi confronterò con i migliori al mondo”.

Durante questo lockdown per te, che sei un atleta di rilievo nazionale, è cambiato qualcosa dal punto di vista degli allenamenti?
“Fortunatamente no e continuo a fare 13 allenamenti alla settimana, alternati tra barca e preparazione fisica. Ho meno distrazioni e proseguo con la preparazione e, nello stesso tempo, seguo le lezioni online in Economia Aziendale e Management alla LIUC di Castellanza”.

Laura Paganini

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