Il curriculum di Francesco Viscomi in maglia Varese Calcio parla di 56 presenze e 8 reti in due stagioni. Una promozione nell’anno dei record dall’Eccellenza alla Serie D e il sogno sfumato della Serie C nella stagione successiva. In fondo due anni, per la storia di un calciatore, non sono molti, eppure quel biancorosso è entrato dentro a Viscomi: “Sono arrivato a Varese pochi mesi dopo il fallimento. La piazza era arrabbiata e allo stesso tempo aveva tanta voglia di rivalsa. E’ stata una cavalcata entusiasmante, per la prima volta nella mia carriera mi sono sentito un calciatore vero anche se eravamo in Eccellenza. Sono cose che non si dimenticano“.

Dopo Varese, Pro Sesto, Este (6 mesi) e poi altre due piazze importanti come Cesena e Foggia.
“Ho avuto la fortuna di giocare in due squadre che hanno conosciuto la Serie A. L’atmosfera, lo stadio, il pubblico con la testa è ancora in quelle categorie e noi che siamo in campo lo avvertiamo. Ho giocato con 10mila persone sugli spalti, queste cose ti aiutano a crescere caratterialmente e a livello di personalità”.

Un salto di qualità che è coinciso con la tua procura affidata ad Angelo Rea, un altro ex biancorosso. Avete mai parlato di Varese?
“Assolutamente sì. Ci siamo conosciuti proprio a Varese a casa di Luca Alfano, lui era all’Avellino e io in biancorosso. Si è subito creata quella chimica speciale tanto che, appena lui ha smesso di giocare, ha deciso di fare il procuratore e ha fatto sì che iniziassimo a collaborare. Angelo ha dato una svolta alla mia carriera, mi ha fatto crescere ed il rapporto che si è creato è di vera e propria amicizia”.

Il Varese è tornato in Serie D, sei felice?
“Ormai mi considero varesino d’adozione, vivo qui, mia figlia va a scuola a Varese, è stata per me una bellissima notizia. Durante la quarantena correvo per tenermi in forma, passavo di fianco allo stadio e ogni volta mi veniva addosso una tristezza a pensare che fine aveva fatto il calcio al “Franco Ossola”. Mi considero uno dei primi tifosi biancorossi e per questo sapere della Serie D mi riempie di felicità”.

La tua felicità potrebbe essere anche quella dei tifosi che ti vorrebbero rivedere in biancorosso. Il tuo nome è stato accostato al Città di Varese…
“Ci siamo parlati e ci siamo capiti. Come ho detto alla dirigenza la mia priorità resta il Foggia. Non ho un vincolo ovviamente (nel dilettantismo non ci sono contratti pluriennali ndr), loro stanno facendo delle valutazioni e a breve ci troveremo per definire. Come ti ho detto mi piacerebbe poter restare a Foggia tra i professionisti, se non ciò non dovesse accadere…”

I primi movimenti del Città di Varese ti sono piaciuti?
Scampini è per me un fratello, è stato un grandissimo acquisto sia come calciatore che come persona. Anche Lillo e Disabato sono due ottimi giocatori. Ogni giorni viene ufficializzato un nuovo acquisto, stanno lavorando molto bene facendo un passo alla volta”.

La tua carriera in una sola immagine.
“Non ho dubbi: la rete del 2-1 al Manuzzi nella finale Cesena-Matelica. Dopo il gol sono corso ad abbracciare Agliardi, il nostro portiere, che aveva sbagliato sul gol del pareggio e gli ho dedicato quella rete importantissima”.

Michele Marocco

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