Dubbi e certezze di una Pro Patria che comunque soddisfa

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Tra il dire e il fare c’è un gol da segnare. Cioè, il motivo di fondo per cui si scende in campo ogni maledetta domenica. Non a caso i padri del gioco hanno definito la marcatura goal (ovvero scopo, obiettivo). Ma al di là della semantica, dello 0-0 con il Grosseto restano alla Pro Patria parecchie certezze assortite da qualche dubbio. Identità tecnica, solidità difensiva, rispetto riscosso dagli avversari (l’atteggiamento dei maremmani allo “Speroni” ne è testimonianza lapalissiana). Ma anche difficoltà ad affondare il colpo quando la controparte è alle corde. Istinto già palesato in altre uscite interne stagionali.
Perché ha ragione Javorcic a valorizzare la prestazione dei suoi (“Non posso chiedere di più ai ragazzi”). Salvo evitare che alcuni aspetti potenziali si trasformino in difetti. Domenica ad Alessandria con la Juventus U23 (ore 15, stadio “Moccagatta”), ulteriore tappa del cammino tigrotto. Si gioca in trasferta. I numeri dicono che potrebbe essere un vantaggio.                  

Latte e i suoi derivati. Pro Patria – Grosseto 0-0. Latte Lath – Barosi 0-2. Duello vinto dal numero uno toscano capace di ipnotizzare due volte l’attaccante biancoblu. Circostanza che non va drammatizzata. Ma neppure fatta passare come una casualità. Visto che era già occorso in modalità identiche anche a Carrara. Il prestito dall’Atalanta ha esplosività da autentico crack. Sottoporta, però, si può fare decisamente meglio. La coppia con Kolaj (schierata anche a Pontedera), è l’unica con cui i bustocchi non hanno mai subito gol. Anche questa una possibile chiave di lettura.  

Non aprite quella porta. Per converso, settimo clean sheet in campionato. Quarto (in 5 gare) per il GaLoBo (Gatti/Lombardoni/Boffelli), più Greco in porta. La Pro Patria (13 gare giocate), con 8 reti subite può contare sul migliore reparto arretrato dell’intera Serie C. Al pari di Renate (13 partite), Pro Sesto (12), SudTirol (13), Modena (13), Ternana (13) e Teramo (12). Il lavoro fatto in questi anni dallo spalatino sulla fase difensiva è Masterclass pura. Paradossalmente enfatizzato proprio nella stagione in cui è stata alzata la linea del recupero palla. A riprova che la miglior difesa (spesso) è l’attacco.  

Salvate il soldato Stefani. A dispetto del terzo turno di stop scontato a Busto per uso disinvolto di espressioni blasfeme, domenica Lamberto Magrini ha diretto il Grosseto da fuori come e più di quanto avrebbe fatto da dentro. Complice l’assenza di pubblico, le sue indicazioni alla squadra hanno goduto dell’effetto eco regalato dalla tribuna. In panca, il vice Stefani si è limitato a fare da tappezzeria. Rinviando a momenti più opportuni la riflessione sul significato (pratico) della squalifica ad un allenatore, resta la sensazione di una responsabilità limitattissima concessa da Magrini al suo numero due.          

Non ce né Coviddi. Primo weekend senza rinvii causa Covid. Segnale che (per quanto onerosi), i protocolli funzionano. Tanto che la paventata sosta compensatrice (ne abbiamo scritto settimana scorsa), non sembra più essere di attualità. Nel palinsesto del Girone A, all’appello mancano ora solo 4 gare. Pontedera – Lucchese (domani), Pergolettese – Juventus U23 (domani), Pro Sesto – Como (giovedì) e Piacenza – Novara (mercoledì 9). Ieri intanto la 13^ si è chiusa con lo 0-0 (quarto di giornata) nel Monday Night tra Como e Piacenza. Gli emiliani interrompono la striscia di 3 sconfitte, i lariani allungano a 4 quella positiva. 

   

Gama il prossimo tuo. Dopo mesi di commissariamento, l’Associazione Italiana Calciatori ha un nuovo presidente. Vale a dire il vecchio commissario Umberto Calcagno. Per la prima volta nella sua storia, il sindacato della pedata ha una vice donna, il capitano della Nazionale Azzurra Sara Gama. Un passaggio simbolico nella forma ma cruciale nella sostanza a 2 anni dal passaggio al professionismo puro del movimento femminile.  

E guardo il mondo da un oblò. “Speroni” stadio unico. Se non altro perché in tempi di porte chiuse consente di scavallare il muretto dell’attigua Antoniana per fare da guardoni alla partita. Accaduto anche domenica con una mezza dozzina di ultras tigrotti. Voyeur per passione in grado di fornire tifo autentico in luogo di quello surrogato televisivamente in altre realtà.  

       

Bianconeri per caso. Nella storia della Pro Patria, 28 precedenti con la Vecchia Signora vera (21 sconfitte, 2 pari e 3 successi biancoblu la contabilità), più i 4 incroci delle ultime 2 stagioni (2 vittorie a Busto, un pari e una sconfitta ad Alessandria) con quella in sedicesimi quest’anno guidata da Lamberto Zauli. Come accennato sopra, la Juventus U23 avrà questa settimana la zavorra dell’infrasettimanale con la Pergolettese.       

Giovanni Castiglioni

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