Si è conclusa con un fallimento la sciagurata stagione 2018-19 con la gestione Benecchi che ha portato il Varese Calcio al quarto fallimento della sua storia. Un dramma sportivo per tutta la città, un danno d’immagine, la perdita della categoria, del nome e di tutti i trofei che sono andati all’asta fallimentare.

Asta a cui ha partecipato la Gma Cooperativa Sociale di Roma che si è aggiudicato tutto il malloppo avendo, tra l’altro, fatto l’unica offerta al Tribunale di Varese.
“Da bambino collezionavo le figurine Panini e mi ricordo del Varese Calcio. Una squadra che mi ha sempre fatto simpatia e che ho seguito anche nel recente passato nelle ultime stagioni in Serie B – ci racconta il dottor. Cantagallo presidente dell’azienda romana -. Non ci sembrava bello che un nome e un marchio storico come quello del Varese Calcio andasse perso, così abbiamo deciso di fare un’offerta al Tribunale Fallimentare”.

Offerta che è andata a buon fine.
“Esatto, ti confesso con grande stupore. Nessuno oltre a noi ha presentato nulla e la cosa mi ha sorpreso e dispiaciuto. Mi sembra strano che a Varese non ci sia nessun ente, nessuna società, nessun privato interessato a un nome così importante”.

Stupore nello stupore quando vi siete accorti che in realtà non avete acquistato solo il nome e il marchio del Varese Calcio, anche una serie di Trofei e, soprattutto, tre Coppe Storiche?
“Quando ci è arrivata la comunicazione del tribunale abbiamo realizzato quanto ci veniva assegnato: i marchi del SSD VARESE CALCIO SRL utilizzati dal 2015 al 2019 e altri oggetti compresi nel lotto quali 82 coppe, 9 targhe, lo stendardo storico del Varese Calcio, 3 targhette e 3 coppe storiche (presumibilmente quelle ricevute per la vittoria dei campionati di Serie D, in Serie C2 e la vittoria dei playoff in Serie C1)”.

Perché  avete presentato questa offerta?
“La nostra azienda è specializzata nel settore socio-assistenziale sanitario e alle spalle dell’offerta c’era un progetto che, per diversi motivi, ora non possiamo più portare avanti. Per questo ora abbiamo deciso di rivendere il tutto. La nostra idea non è mai stata quella di portare via da Varese il marchio e i trofei e oggi, ancora di più, è nostra intenzione fare in modo che tutto possa restare nella Città Giardino”.

Oggetti in vendita, quindi?
“Per chi ha a cuore le sorti del calcio a Varese e quindi del Varese Calcio mi sembra brutto dirla così anche se sostanzialmente è proprio questa ora la nostra intenzione. Siamo alla ricerca di qualcuno che voglia riprendere possesso del tutto e, visto che il materiale fisicamente è ancora presso il Tribunale di Varese, non lasci mai la città. Vorrei precisare che il ricavato di tale vendita verrà utilizzato per potenziare le nostre strutture dove soggiornano ragazzi autistici, down e con ritardi cognitivi. In parole povere aiutare due realtà e dare dignità a persone, luoghi, e cose che sicuramente lo meritano”.

Cosa può fare chi è interessato?
“Può contattarci al 3283429817 o alla mail [email protected]”.

Non c’è che dire, la stagione 2018-19 è stata sicuramente quella che ha fatto subire più umiliazioni al Varese Calcio in campo e fuori. Varesini, evitiamo che anche l’ultima abbia compimento e facciamo in modo che i trofei storici dei biancorossi (la testimonianza dei campionati vinti in Serie D, in Serie C2 e la vittoria dei playoff in Serie C1) possano restare qui.

Michele Marocco

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