Besmir Balla e il biancorosso: “Siamo al 50%, cresceremo. Gol per Silvana e Kleamt”

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Tecnica, corsa e grinta. Basterebbero queste parole a descrivere Besmir Balla, ma l’attaccante albanese classe ’94 è molto di più perché nelle ultime tre partite ha dimostrato di essere il cuore pulsante del Città di Varese. Tra gli ultimi a mollare contro Imperia e Caronnese, “Bes” è stato poi protagonista assoluto della vittoria contro il Fossano, trasformando impeccabilmente il rigore del momentaneo 3-0 (guarda qui gli highlights). Successo che non deve illudere, perché come ricorda l’attaccante: “Non abbiamo ancora fatto nulla. La vittoria di Fossano ci ha permesso di trovare delle certezze, ma ora dobbiamo pensare solo alla sfida di domenica prossima contro il Vado”.

A livello personale che effetto fa segnare il primo gol con la maglia del Città di Varese?
“Per un attaccante segnare aiuta sempre perché dà morale e tranquillità per giocare bene. Ma a prescindere da me, la cosa più importante è che la squadra faccia bene ogni domenica; se segno, meglio ancora”.

Hai chiesto di battere il rigore, e Lillo nel post partita ha spiegato la motivazione; cos’hai provato nel dedicare questo gol a tuo figlio che nascerà tra un mese? Quanti altri gol gli dedicherai?
“Non c’è un rigorista unico, perché io e Lillo decidiamo come gestirci di partita in partita. Lillo è stato bravo a conquistare il rigore e di conseguenza avrebbe dovuto calciarlo lui, ma gli ho chiesto se potevo batterlo io dato che volevo dedicarlo a mia moglie Silvana e al piccolo Kleamt che nascerà tra un mesetto. Lillo ha capito cosa provavo e me l’ha ceduto volentieri: non potevo sbagliarlo. Dopo la nascita del piccolo spero di riuscire a dedicargli un gol”.

Al di là del gesto di Lillo sembra che tra di voi, e fra tutta la squadra in generale, ci sia grande unione; è così?
“Trovare uno spogliatoio del genere è davvero fantastico: non ci sono gruppetti, ma solo un unico grande gruppo unito anche fuori dal campo. Ci aiutiamo l’un l’altro, siamo davvero compatti e sappiamo di essere una squadra con grandi qualità”.

La sensazione che si ha dalle ultime partite è che là davanti stiate trovando sempre più intesa e i risultati si vedono soprattutto sul piano del palleggio e del numero di occasioni create. È una sensazione corretta?
“Dovevamo conoscerci, ovvio, ma credo che l’intesa sia scattata fin da subito; purtroppo nelle prime partite la fortuna non è stata dalla nostra e alcune situazioni sono girate male. Adesso siamo riusciti a sbloccarci e quando rientreranno tutti avremo tutte le carte in regola per trovare continuità e fare bene”.

Quali sono i margini di crescita del Città di Varese?
“Sicuramente sono ampi. Da quando ci siamo ritrovati per la prima volta abbiamo già percorso parecchia strada e credo che i miglioramenti si siano visti. Attualmente, come dice il mister, siamo ancora al 50% del nostro potenziale e ribadisco il pensiero precedente: non appena recupereremo tutti arriveremo al massimo della condizione”.

In campo stupisci per la tua aggressività e caparbietà: prima sei in attacco e un momento dopo ti troviamo a centrocampo o in difesa a chiudere e a dar man forte agli altri reparti. La grinta è la tua qualità migliore o ce ne sono altre?
“Sono senz’altro un giocatore duttile e in questi anni ho imparato a fare quanti più ruolo possibili, dalla punta al trequartista passando per l’esterno. Se poi devo dare una mano in difesa lo faccio, perché l’importante è sacrificarsi per la squadra. Non sono ancora al massimo della condizione, ma pian piano sto mettendo minutaggio nelle gambe e ogni giorno che passa mi sento meglio”.

Come mai hai scelto il numero 99?
“Tutti i miei numeri preferiti erano già assegnati e tra quelli disponibili ho deciso di prendere il 99, l’ultimo dei numeri che potevo scegliere; non c’è un vero e proprio motivo, ma è un numero particolare. Poi è stato vestito da Cassano, Ronaldo e tanti altri giocatori”.

Per concludere, qual è il tuo obiettivo personale?
“Punto alla doppia cifra e a battere quindi il mio record di 8 gol. È chiaro che si tratta di un’ambizione personale, ma il bene della squadra viene sempre al primo posto: preferisco vincere le partite con gol dei miei compagni piuttosto che segnare e perdere”.

Matteo Carraro

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