L’Educazione Fisica sta vivendo, dopo anni, un periodo di legittima riaffermazione. In principio fu strumento per la formazione del cittadino-soldato Platone che ne ampliò il significato considerandola,  con la musica, il perno della umana educazione. Una perversa concezione la relegò a fulcro per la ricerca di grottesche ipertrofie muscolari, il Rinascimento la identificò come strumento unico ed universale dell’anima, dittature di ogni ordine e grado la usarono come vessillo, stemma, simbolo di machismo esasperato.

Il lento fluire del tempo ha seppellito l’idea del corpo-recipiente e spirito-contenuto. Molti progressi si sono compiuti da quando Emanuele Kant considerava l’Educazione Fisica un allevamento che comprende le cure date ai bambini dai genitori o dalle badanti. Oggi, grazie all’impegno di tanti insegnanti ed operatori, essa è da considerarsi la strada maestra da percorrere per raggiungere la meta di una completa ed efficiente educazione della personalità.
Persino le società sportive si attrezzano per il compito educativo che, a buon diritto, le investe. Sono sempre di più, infatti, gli insegnanti qualificati che operano con i bambini nella fascia di età scolare, dal rugby all’hockey, dal nuoto al calcio, all’atletica leggera, allo sport educativo. La diffusa richiesta di attività motoria da svilupparsi nell’arco dell’anno investe di grande responsabilità i sodalizi sportivi.

Ecco, allora, la massiccia presenza, in periodo estivo, di Camp Polisportivi che propongono svariate attività di grande impatto ed apprezzate dai ragazzi e relative famiglie. Bene, il pistolotto in premessa apre la strada a considerazioni e visioni più attuali, con un salto nostalgico in un passato che, per chi lo ha vissuto, rimane impresso nel cuore e nell’anima.
GIUGNO 2020. L’emergenza Covid-19 costringe tutti ad un cambio radicale nelle abitudini, dalla vita sociale a quella lavorativa. La Scuola è a distanza, lo Sport è amputato. L’attività estiva è sotto tutela. Concessi i Campi Estivi con notevoli riduzioni di numero presenze e introduzione di regole igieniche non negoziabili. Indubbiamente un diversamente Camp.

GIUGNO, dal 2010 al 2016. In una galassia lontana lontana…, a Varallo Pombia, immerso in un inferno verde, prosperava un Centro Sportivo dal nome esotico ed accattivante, NATURABILE, un luogo di aggregazione ed inclusione, con attività, non solo sportiva, per bambini, ragazzi ed adulti, da sviluppare durante tutto l’arco dell’anno sportivo. Uno spazio da fiaba. Campi in sintetico, bosco con alberi utili per imparare ad arrampicarsi e circondato da sagome di animali, palazzetto attrezzato, piscina coperta con vasca fisioterapica, pista ciclabile interna, foresteria con 150 coperti e 38 posti letto, una Cucina da Masterchef, gestita al top da Maestro Diego con proposte alimentari di assoluto livello e mirate, dalle intolleranze alle allergie, ambulatori medici. Il mondo perfetto. Il Direttore perfetto, Robi Bof. Il Camp perfetto. 
Dal lunedì al venerdi dalle 8 alle 18, immersi nel verde, i ragazzi, suddivisi in gruppi e guidati da insegnanti ISEF ed allenatori qualificati, vivono straordinarie esperienze di sport e di vita. Dal Calcio al Tennis, alla Pallavolo, Basket, Ciclismo, Nuoto, passeggiate, pranzo tutti insieme, ed ancora  tornei interni, giochi e tanto divertimento che rifuggono dalle quattro pareti della palestra tradizionale, una immensa gita scolastica con momenti ludici, spazio compiti e tanto sport.
I ragazzi escono da questa esperienza entusiasmati e rinfrancati. Lo spirito di gruppo, la collaborazione, il valore dell’amicizia, i principi dello scoutismo, sono tesori che il giovane si porterà appresso per sempre, la capacità di sapersi guardare intorno, cogliere ogni particolare, misurarsi con se stesso e con gli altri. E  il privilegio di effettuare movimenti, gesti tecnici, ludici e sportivi in un quadro ossigenante sollecitando le proposte motorie in una radura o tra i sentieri di un bosco. Esaltiamo il Gioco. Lo sezioniamo, analizziamo, ne estrapoliamo i contenuti, lo riproponiamo riveduto e corretto, ne esaltiamo le peculiarità, lo rendiamo parte di un tutto. Un pallone a spicchi che muta in esagoni, una palla da Beach Volley in biglia da pista di sabbia, un ovale in vortex che punta al cielo. Giochiamo sulla terra, in aria e nell’acqua, con il Gioco della Corrente ed i Tuffi del Campanile e dell’Ascensore e le veloci scivolate sul Telo Saponato.

I nostri bimbi sono GIOC-ATTORI, protagonisti col sorriso. E poi il nostro fiore all’occhiello: l’inclusione. Non ci sono “gli handicappati”, ci sono i bambini. Tra loro, Alekos, premuroso, preciso, attento, sempre pronto ad aiutare in cucina. E Federico, affascinato dalla pasta di sale ed autore di autentici capolavori. E Stefanino, innamorato delle porte a scorrimento, con le quali intratteneva rapporti di autentica amicizia. E gli amici dell’AIAS di Busto Arsizio, del CISAS e del CIS, le Associazioni dei territori limitrofi, la FREERIDER di Capitan Nicola. La giornata è impegnativa, le attività molteplici, si getta il cuore oltre l’ostacolo. I più grandicelli si fermano anche a dormire, per le settimane di Camp con Valigia, tra pedalate sotto le stelle, bagno di mezzanotte, telo saponato notturno. Ci arrivo in moto, a Naturabile. Kilometri che non mi pesano.
Il ruggito di Madalena Elis asseconda le curve, saluto la Diga dei Prismi, il fiume è in apnea. E’ bellezza pura. Mi fermo. Occhi chiusi. Ecco, il Ticino è il Sao Francisco che scorre sino ai confini col Sertao, nel profumo di Bahia. Vedo con gli occhi di Corto e stringo la mano a Tiro Fisso. Forse scorgo la pinna di un pescecane guida. Oh, sì sì…come Bocca Dorata lascio che la vita mi porti con i miei sogni e con gli amici che mi hanno cresciuto.

Tutto questo era il Centro Sportivo Naturabile, un’eccellenza nel campo dell’Attività Intergrata, fermato una mattina di luglio, anno del Signore 2016, senza una motivazione plausibile, almeno per noi parte di quel sogno. Ora è un rudere. Un mostro alieno, come direbbe Tolkien, tra le bianche sponde e al di là di queste un verde paesaggio sotto una lesta aurora. I ricordi si mescolano, è solo nostalgia e mai rimpianto. Fummo protagonisti di un’avventura oltre le Colonne d’Ercole, magnifica, formidabile. Siamo stati samba e bossa nova. Siamo stati un romanzo ed una poesia. Siamo stati bene. 

Marco Caccianiga

                                                           

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