Home Calcio Il Cassano piange Matteo Guarda. L’impianto di via Piave gli sarà intitolato

Il Cassano piange Matteo Guarda. L’impianto di via Piave gli sarà intitolato

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Il Cassano piange Matteo Guarda. L’impianto di via Piave gli sarà intitolato

Si è spento oggi Matteo Guarda, storico segretario dell’Union Villa Cassano. Immediata la decisione del sodalizio di Cassano Magnago: “Chiederemo al Comune che il nostro impianto di Via Piave gli sia intitolato“. Dalla redazione di Varese Sport le condoglianze alla famiglia. Lo vogliamo ricordare con il toccante post pubblicato sulla pagina ufficiale del club.

Il nostro Matteo Guarda, che ieri aveva “festeggiato” il suo 73esimo compleanno, essendo nato il 27 marzo 1946, è stato chiamato dal Signore a occuparsi dello sport e del suo amato calcio in Cielo. Grandi sono la tristezza e il senso di vuoto nella famiglia dell’A.S.D. Union Villa Cassano che piange il suo storico segretario Matteo Guarda. Che ha perso la sfida con un terribile male che ne ha fatto terminare l’esistenza terrena con anticipo, troppo anticipo, perché in tanti ancora avrebbero avuto bisogno di vedere Matteo al campo di allenamento, alla biglietteria oppure in tribuna durante le trasferte. E sempre pronto a lavorare, a collaborare con gli altri, anche nella definizione del modulo per la doppia distinta domenicale, un lavoro molto utile per la stampa, ma anche per gli allenatori e gli accompagnatori ufficiali, contando calci d’angolo, ammonizioni, espulsioni e fuorigioco.
Nelle fila dell’asd Union Villa Cassano dalla fondazione nel 1995, Matteo Guarda è stato, vogliamo dire, consentitecelo, è ancora il segretario, e molto di più, del sodalizio rossoblu guidato dal presidente Luigi Ielmini.
Per chiunque, Matteo è stato un riferimento, per qualunque cosa Matteo aveva una risposta e, quel che conta, sempre una parola buona. In un ambiente molto competitivo come quello del calcio, Matteo non ha mai, e sottolineiamo mai, usato una parola fuori posto.
Le organizzazioni delle trasferte, la biglietteria, i calendari, il materiale sportivo dalla Prima Squadra ai Piccoli amici, un po’ tutto passava per le mani di Matteo, che ora appare come difficilmente sostituibile.
Matteo Guarda era, da qualche tempo, anche incaricato dal Comitato dell’omologazione dei campi. Un lavoro che svolgeva con l’amico Bruno Pizzi, già addetto all’arbitro dell’Union Villa, e per il quale ha ricevuto tante lodi.
Vittorie, sconfitte, promozioni e retrocessioni, tutto veniva vissuto da Matteo, dall’amico Matteo,
«Dovremo fare tutti un po’ di lavoro in più – spiega un commosso presidente Luigi Ielmini – e la famiglia del Cassano certamente farà questo per onorare la memoria del nostro Matteo che per l’asd Union Villa Cassano e la sua dirigenza, i suoi giocatori e le famiglie dei giocatori è stato più di un segretario, il referente per tante piccole e grandi esigenze o richieste che hanno sempre trovato adeguata e pronta risposta garantendo alla società di mostrarsi sempre vicina a chi era coinvolto, per una fase più o meno lunga della propria vita, con lo svolgersi delle attività dell’Union Villa nelle diverse sedi di allenamento e di gioco».
Matteo era e viveva per l’Union Villa, la società e le sue attività erano la sua seconda casa. In qualche occasione anche la prima, dicono diversi dirigenti rossoblu, come i vice presidenti Aldo Polato e Gigi Buraschi, il referente del Settore Giovanile.
Piange la scomparsa del segretario, il #direttore #generale Mirko Barban, per tantissimi anni affiancato, nei sui diversi ruoli in casa Union Villa, proprio da Matteo, per lui un riferimento imprescindibile e che soffriva nel vederlo consumarsi lentamente tra un ciclo di cure e l’altro, purtroppo risultati inefficaci. Anche i direttori sportivi, Attiliano Pressi e Maurizio Palazzi, sono sgomenti. E pur se il triste evento era ormai atteso da qualche giorno, ancora faticano a credere di dover immaginare un domani senza Matteo, che stava condividendo già qualche informazione con l’attuale #team#manager Edoardo Cutrignelli, anche lui attonito. Come i mister Gianluca Antonelli e Paolo Rivolta. E l’elenco degli orfani di Matteo sarebbe lunghissimo, si tra chi è ancora in casa rossoblu sia tra quanti, e sono davvero moltissimi, appresa la notizia, si sono messi in contatto con la famiglia dell’Union Villa. Solo la scorsa estate, Matteo era felice, doppia salvezza per Prima Squadra (con un girone di ritorno da 29 punti) e Juniores Regionale Fascia A.
Non perdeva una trasmissione sportiva con esponenti del Cassano. E chiedeva sempre: cosa pensano di noi a Rete 55, Telesettelaghi advertisinge Be.Pi Sport. Lo chiedeva per voler migliorare una macchina già ben organizzata come quella guidata da Ielmini e sorrideva se gli si diceva che hanno una buona reputazione del Cassano, parlano bene di noi. Per lui fare il bene del Cassano era una priorità.
«Dovremo inventarci un modo sportivo per ricordarlo – aggiunge Sandro Tognola, ex direttore generale e attuale dirigente incaricato di seguire l’Under19 A – e lo troveremo di sicuro perché Matteo era un amico vero, un uomo che ha amato dal primo istante questi colori e questa società e che ha fatto di tutto, e forse anche di più, per aiutarne la crescita complessiva e dei suoi singoli tesserati. L’Union Villa Cassano farà in modo che la sua figura resti sempre bene impressa nelle menti di chi oggi è parte della società e di quanti ne faranno parte in futuro. Tutte le società dovrebbero avere un segretario doc come Matteo. Che certo ci seguirà da lassù con i colori rossoblu nell’anima».
Ai dirigenti mancherà la telefonata di Matteo, ogni estate, per i tesseramenti. Mancheranno le preziose collaborazioni per il materiale sportivo, lavoro in più per Maurizio Fercosini, Katia e Lella. Mancheranno anche i suoi commenti sempre puntuali in segreteria o sugli spalti. Come quando, nel playout con il Brera, dopo il gol che sanciva la salvezza, si girò commentando che arrivava il premio per il lavoro svolto da tutti durante l’anno.
Ciao Matteo, ci mancherai. Ci manchi già. E come si dice: questo scherzo di andare a giocare nella serie A del Paradiso non era ancora tempo di farcelo