Home Calcio Furia (pacata) Javorcic: “Non ci siamo fermati. Ora stringiamo i denti”

Furia (pacata) Javorcic: “Non ci siamo fermati. Ora stringiamo i denti”

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Furia (pacata) Javorcic: “Non ci siamo fermati. Ora stringiamo i denti”

Ce n’è per tutti. Certo, con il consueto stile, garbato, meditativo, lontano anni luce dalla polemica. Ma, comunque, non alieno a recapitare dei messaggi. Precisi, diretti, e (appunto), destinati a tutti. La vigilia del ritorno a casa con l’Arezzo (ore 14.30, stadio “Speroni”) è per Ivan Javorcic il venerdì delle raccomandate. Tutte con regolare ricevuta di ritorno.
Si parte dall’esterno: “Rimasti fermi al centenario? I risultati dicono questo e posso capire l’argomento. Ma non lo trovo giusto. A Lucca abbiamo fatto una buona partita. La Pro Patria ha fatto la Pro Patria. Siamo un gruppo serio. Purtroppo, siamo stati traditi dagli episodi. Non siamo in un periodo di particolare brillantezza. Ci sta in una stagione di grandissimo livello. Siamo ottavi. Significa che eravamo andati fuori giri. Con i risultati di prima, però. Adesso bisogna stringere i denti. La striscia di risultati positivi è stata ottenuta quando eravamo tutti”.
Si prosegue con l’interno: “Marcone e Parker titolari? Non ho ancora deciso. Posso dire che è più che un’idea. Oggi ho voluto mandare dei messaggi alla squadra”. Possibile vadano interpretate in quest’ottica le mancate convocazioni di Pedone e Gucci? Lo spalatino sgombra il campo dagli equivoci: “Non sono al meglio. Preferisco non portarli”.
Infine, chiusura con l’esterno/interno: “Il tema Mangano è comprensibile. Capisco che se ne parli. Ma voglio che passi il concetto che Giulio è un giocatore della Pro Patria. Il futuro di questo club passa attraverso la valorizzazione di questi ragazzi, del territorio. Avete visto cosa ha detto Mancini a Kean? “Vai e divertiti”. Dobbiamo cambiare la mentalità. E’ un fatto culturale. Se la Pro Patria vuole esistere, e sottolineo esistere, deve farlo attraverso questi valori. E’ l’unico modo per continuare a parlare di Pro Patria anche nei prossimi anni”.                                                                                 

In soldoni, tornando all’undici anti amaranto, ancora out Lombardoni e Santana, non convocati Pedone, Gucci e Sanè (il prestito dal Chievo per un permesso personale), il 3-5-2 tigrotto potrebbe consistere di Tornaghi tra i pali; Battistini, Zaro e Marcone dietro; Mora, Gazo, Fietta, Disabato e Galli in mediana; Le Noci e Parker in avanti. Ipotesi, nulla più. Con Boffelli, Colombo, Ghioldi e Mastroianni alternative nei rispettivi ruoli. Ivan Drago blinda l’unica certezza: “Domani gioca Tornaghi”.
A compendio, due parole sulla squadra di Dal Canto: “Hanno molta qualità e molta velocità. E un sistema di gioco funzionale alle loro caratteristiche. Con parecchi mancini. Garanzia di imprevedibilità”. Chissà che quello di domani possa anche non essere l’ultimo incrocio stagionale con l’Arezzo.

I 19 convocati per il match di domani (ore 14.30, stadio “Carlo Speroni”) con l’Arezzo (tra parentesi i numeri di maglia):
Portieri: Mangano (12), Tornaghi (1)
Difensori: Battistini (4), Boffelli (15), Marcone (2), Molnar (5), Zaro (19)
Centrocampisti: Bertoni (14), Colombo (21), Cottarelli (27), Disabato (8), Fietta (16), Galli (3), Gazo (13), Ghioldi (23), Mora (20)
Attaccanti: Le Noci (10), Mastroianni (17), Parker (7)    

PROGRAMMA E CLASSIFICA

Giovanni Castiglioni