daniele pozzi 3“Anima umile, ma decisa e convinto di quello che volevi realizzare nella vita”; “Spero che in paradiso ci sia una palestra in cui potrai allenarti”; “Daniele era un ragazzo d’oro, un amico sincero e un atleta promettente”; “Lasci in me un ricordo bellissimo, eri pieno di entusiasmo e avevi voglia di fare”. E’ un fiume in piena la bacheca facebook di Daniele Pozzi, l’atleta varesino morto a soli 23 anni nel sonno al termine di un weekend di gare in cui aveva trionfato. Il giovane culturista si era messo al collo ben quattro medaglie d’oro alla Yamamoto Cup, gara di bodybuilder andata in scena alla Fiera di Padova.
Il 23enne, residente a Masnago, doveva rientrare in città ieri, ma non si è mai svegliato e il suo corpo privo di vita è stato trovato dalla fidanzata che lo aveva accompagnato in questa avventura sportiva che si è purtroppo trasformata in tragedia.

La notizia si è diffusa in poche ore lasciando incredule le persone che lo conoscevano e che hanno letteralmente inondato il suo profilo facebook di messaggi d’addio. Amato e benvoluto da tutti, Daniele, proprio su facebook, aveva pubblicato tutti i suoi traguardi sportivi. Tante foto con le medaglie al collo, tanti scatti a testimoniare la sua trasformazione fisica nel corso degli anni; proprio sui social si era detto entusiasto per l’ultimo periodo di allenamenti ringraziando il suo nuovo coach che lo seguiva da un mese. Il culto del corpo, da passione, si era trasformato in vero e proprio lavoro per lui che era anche istruttore e personal trainer in alcune palestre della zona e che aveva tutte le carte in regola per una carriera professionista.

Un sogno che si è spezzato amaramante. Sul corpo di Daniele sarà disposta l’autopsia per far luce sulle cause della tragedia. Nella sua stanza d’albergo il Nucleo operativo radiomobile di Padova non ha trovato alcuna sostanza proibita o sospetta.

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