Le pagelle parte 1: Mangano sigillato, Zaro valorizzato. Guadagnin alternativo

0
18

Pagelle finali a manica larghissima. Perché dopo promozione e Scudetto un buon voto non si nega davvero a nessuno.

PORTIERI
Giulio Mangano  8: 24 gare (postseason compresa), 13 clean sheet, 11 reti subite (di cui 8 in match comunque vinti), mai più di un gol a partita, 298’ di imbattibilità (tra la 16^ e la 20^). Spesso si è annoiato causa mancanza di lavoro. Ma quando serviva davvero, ci ha sempre messo riflessi e guantoni. Poco spettacolare. Sempre che sia un difetto. Sigillato

Ilario Guadagnin  7,5: Parte a cannone. Poi il Pontisola (3 reti in 43’), lo infilza tanto quanto gli era occorso nei precedenti 767’.  Da lì in avanti fatica a trovare ritmo con 8 reti al passivo in 9 uscite (comprese le 3 “ventose” con la Romanese). Titolare della più consistente striscia di inviolabilità stagionale (423’). Di fatto, un Numero 1 bis. Alternativo

DIFENSORI
Giovanni Zaro  8+: Most Improved Player dell’anno. Partendo da uno standard già elevato. Crescita frutto di duro lavoro e delle cure di Javorcic. Il Giuanìn è il sintomo di una malattia chiamata Pro Patria. Nel conto vanno 37 presenze (tutte da titolare tra Coppa, Campionato e Poule) e 5 reti (tutte decisive). Sospetti sulla carta d’identità: solo 24 anni? Ma dai! Valorizzato

Ivo Molnar  8: Il fiumano entra in campo con un espressione e ne esce con la stessa. Gioca più minuti di tutti: 3.442 totali di cui 2.992 in regular season. Convince (a modo suo), gran parte degli attaccanti del girone a girargli al largo. Inossidabile

Niccolò Cottarelli  7,5: Già scritto a metà stagione: il più futuribile degli under biancoblu. Promesse tutte mantenute in un finale da 4 reti dal 22 aprile in poi. Prototipo ideale dell’esterno da 3-5-2. Peccato sia dell’Alessandria. Incontenibile

Leonardo Galli  7,5: In campionato è l’unico a timbrare 36 cartellini. Tutti dal primo minuto. Non incanta mai. Ma convince sempre. Perpetuo

Dario Scuderi  7,5: Spiccioli dell’eredità bonazziana: 3-5-2 e Scuderi centrale di sinistra. Poco ma decisamente buono. Indole da incursore ingabbiata in un ruolo da stanziale. Sfoggia una tigna non scontata per un ’98. Tosto

Alessio Marcone  7: Il rosso con il Ciserano e l’infortunio con il Trento gli costano metà stagione. Quando fiorisce la primavera, sboccia anche lui grassando il posto all’ex Trapani. Com’era il mantra dello spalatino in panca? Tutti titolari, nessuno titolare. Appunto. Montante

Mattia Chiarion  6,5: Visto solo a tratti (21 presenze), poco da titolare (5), spesso per dare fiato, quasi mai per incidere sulla gara. Eppure, dopo Monza (dove peraltro aveva collezionato un singolo cap), si porta a casa la seconda promozione e il secondo Scudetto di fila. Chi l’anno prossimo avesse in programma il salto di categoria, sa dove citofonare. Talismano

Riccardo Ugo  6,5: In naftalina dal primo novembre all’11 marzo, viene scongelato per una volata finale in cui regala minuti utili alla causa (a Ciserano in particolare). Progressivo

Domani le pagelle di centrocampisti e attaccanti

Giovanni Castiglioni