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Il Varese risponde al sindaco: “Sborsato 1 milione di euro. Stadio venduto o per 99 anni”

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Il Varese risponde al sindaco: “Sborsato 1 milione di euro. Stadio venduto o per 99 anni”

Una lunga lettera in cui chiarisce la sua posizione, parla di cifre, difficoltà e di progetti: così il Varese risponde al sindaco Davide Galimberti e al Comune di Varese in merito al messaggio diffuso ieri.

Ecco la posizione del Varese:
In merito al comunicato da parte dell’ufficio stampa del Comune di Varese e pubblicato oggi sui giornali locali, il Calcio Varese risponde con una lettera aperta al Sindaco Sig. Davide Galimberti, nella speranza di un urgente incontro tra le parti per un definitivo chiarimento in merito alla questione.

Egregio Signor Sindaco,
formalizziamo le richieste già in precedenza avanzate riguardo alla gestione dello stadio Ossola. La società chiede formalmente un impegno all’Amministrazione Comunale affinché lo stadio possa essere venduto o concesso in gestione per 99 anni al fine di realizzare tutte le opere ordinarie e straordinarie necessarie per mantenere le attività già in corso e promuoverne nuove negli anni futuri.
Le vicende ben note all’Amministrazione Comunale relative alle precedenti gestioni, hanno portato ad una pesante situazione debitoria che necessita di nuovi investimenti freschi. L’attuale società ad oggi ha già investito oltre 1 milione di euro tra nuova gestione e pagamento di vecchi debiti, inoltre è dovuta intervenire in modo importante per il rinnovamento e la messa a norma dell’impianto  “Franco Ossola” per poter ospitare eventi sportivi.
Ad oggi nonostante gli sforzi importanti fatti, il Calcio Varese non ha un centro sportivo adeguato in quanto il comune non ha prolungato la concessione dell’ impianto di Varesello ad una durata che possa permettere il finanziamento degli impianti. I progetti sono stati consegnati al Comune di Varese mesi fa.  Lo stadio Franco Ossola, che ha costi di gestione stimati in 200 mila euro annui, si trova ad oggi nelle condizioni di non poter ospitare eventi che garantiscano almeno un rientro delle spese ordinarie .
Inoltre la scorsa settimana è stata bloccata la fornitura dell’acqua allo stadio per vecchie fatture non pagate malgrado il Calcio Varese abbia sistemato a proprio carico, una perdita d’acqua che da anni nessuno riparava e che provocava un consumo ingente .
La società ritiene quindi di aver già dimostrato la propria volontà ed i motivi per cui necessita di garanzie da presentare anche ai nuovi investitori interessati. In più se aggiungiamo il fatto che dopo aver riparato una perdita che doveva sistemare la proprietà, in quanto intervento straordinario di manutenzione, ci si trova a dover pagare anche i consumi che questa perdita ha provocato e senza che il Comune intervenga, è il Calcio Varese a domandarsi di quale tipo di collaborazione si ha intenzione di instaurare per il futuro.
Con la presente siamo pertanto a chiedere al Comune di Varese un incontro pubblico per fare chiarezza su tutto.
Per quanto riguarda le entrate presunte nelle casse del Calcio Varese, si fa presente che l’A.C. Milan, che dispone dello Stadio Franco Ossola per le gare casalinghe di Campionato e Coppa Italia della squadra Primavera, a tutt’oggi non ha in alcun modo nè partecipato alle spese di ristrutturazione dello stadio, nè ha contribuito ad introiti particolarmente interessanti, che a volte non hanno nemmeno coperto le spese vive dell’organizzazione dell’evento.
Per quello che riguarda invece i pagamenti dei vecchi fornitori, la società Calcio Varese, vista la non volontà da parte di alcuni di essi di transigere e in particolare Aspem che non ha accettato, nostro malgrado, la proposta di rientro in anni 5 del debito provocato principalmente dalla perdita dell’impianto comunale, della non volontà di alcuni creditori di accettare un nuovo piano di rientro proporzionato al debito che oggi deve sobbarcarsi il Calcio Varese, siamo costretti, nonostante gli sforzi fatti a non poter proseguire nella ristrutturazione senza l’aiuto concreto del Comune di Varese.
Comunque vadano le cose, il nuovo corso del Calcio Varese si impegna formalmente (e con lui anche i potenziali soci), al saldo di tutte le forniture avute nella propria gestione ed in modo repentino alla chiusura immediata dei vecchi debiti ed al rilancio calcistico ad alti livelli, qualora abbia un diritto di superficie su Stadio e Centro Sportivo di Varesello che possa permettere un investimento opportuno a rendere le strutture, adeguate alle esigenze. Il tempo adeguato deve essere oltre i 50 anni di concessione gratuita.
Naturalmente tutti i fornitori del nuovo corso del Calcio Varese saranno saldati, già da oggi infatti la società si sta adoperando per l’azzeramento del debito creatosi in questi ultimi mesi a partire dai giocatori, staff tecnico, dei dirigenti e dei fornitori esterni.
La società Calcio Varese, con monte ingaggi giocatori di circa 30 mila Euro, ha arretrati con essi per soli 4700 euro per il saldo del mese di Ottobre che da accordi, si sarebbe dovuto liquidare il 20 Novembre scorso. Manca quindi solo all’appello la mensilità del mese di Novembre da corrispondersi, sempre secondo accordi stipulati ad inizio stagione, prima delle festività natalizie.
Ricordiamo inoltre che sono arrivate nuove vertenze per giocatori affiliati al Varese nelle stagioni passate e per oltre 350 mila euro da pagare entro il prossimo Gennaio.
Il tempo stringe. Anche il Comune quindi deve fare la sua parte.

e.c.