Anche quest’anno la Fiat Torino partiva con grandi ambizioni, accresciute dalla firma per il ruolo di allenatore della leggenda Larry Brown, che in carriera ha vinto sia a livello NCAA (con Kansas) sia a livello NBA (con i mitologici Detroit Pistons di ChaunceyBillups e di Rasheed e Ben Wallace). Alla prova dei fatti, però, Torino ha avuto più difficoltà del previsto (tre vittorie in campionato, zero in Eurocup) e ha già anche cambiato molto a livello di roster.

Non è stato possibile impiegare Tra Holder, il playmaker designato in estate, a causa di un infortunio e il suo sostituto, Tyshawn Taylor, non ha convinto ed è stato tagliato. C’è stato poi anche il caso Vojislav Stojanovic (ora passato a Cremona), ingaggiato con un contratto pluriennale e poi finito presto fuori rosa perché ritenuto da Brown non conforme alle sue idee di pallacanestro. Attualmente la Fiat ha anche Tekele Cotton (11.8 punti e 2.8 assist di media) ai box per infortunio e deve ruotare gli stranieri in campionato dopo gli ultimi arrivi.

Le firme dell’esterno Dallas Moore (15 punti nella sua prima gara con la Fiat) e dell’ala DaringtonHobson (12 punti, 8 rimbalzi e 5 assist all’esordio), comunque, sono di spessore e possono permettere alla Fiat di riprovare a costruire un assetto vincente. Un altro giocatore molto pericoloso è il lungo atletico James Michael McAdoo(9.3 punti e 3.8 rimbalzi), parente del grande Bob e campione NBA con i Golden State Warriors. L’arrivo di Hobson porterà probabilmente all’alternanza tra le ali Jamil Wilson (10.7 punti e 4 rimbalzi) e Victor Rudd (10.4 punti e 5.3 rimbalzi), altri due elementi di buona esperienza europea.

Non sono gli unici stranieri di Torino: c’è anche il rookie Tony Carr (12.8 punti e 3.3 assist), che sta disputando una stagione probabilmente al di sopra delle aspettative, e il solidissimo centro di riserva MouhammadouJaiteh (6.5 punti e 6.5 rimbalzi). Sul fronte italiani a guidare il gruppo ci sono i veterani Giuseppe Poeta (7.1 punti e 2.9 assist) e Marco Cusin (6.5 punti e 4.8 rimbalzi), ma è anche in forte crescita – dopo i problemi fisici di inizio anno – l’espertissimo Carlos Delfino (12.5 punti e 6.5 rimbalzi per gara nelle ultime due giornate). Chiudono le rotazioni gli italiani Marco Portannese, Simon Anumba e Vincenzo Guaiana, che però non trovano particolare spazio.

OCCHIO A… DALLAS MOORE

Dallas Moore è nato il 27 ottobre 1994 a St. Petersburg (Florida). È cresciuto cestisticamente all’università di North Florida: ha vestito la maglia degli Ospreys per quattro stagioni, vincendo per due volte il premio di miglior giocatore dell’Atlantic Sin Conference e ottenendo anche due honorablementions dall’Associated Press tra i migliori giocatori della nazione. Dopo una carriera universitaria di questo calibro, è stato portato in Europa dalla VL Pesaro nel corso dell’estate 2017.

A Pesaro un grave infortunio ha messo anticipatamente fine a quella che era stata, fino a quel momento, una stagione grandiosa da 18.7 punti di media con il 53.3% da due. Miglior prestazione dell’anno una gara da 29 punti nella trasferta vincente di Reggio Emilia, ma anche contro Varese (22 punti) il giocatore si era messo in mostra con un difficilissimo canestro della vittoria a fil di sirena. Ha iniziato la stagione 2018/2019 all’Hapoel Tel Aviv, ma poi si è trasferito alla Fiat Torino due settimane fa. È un realizzatore esplosivo, capace anche di giocare da playmaker, ma bravo soprattutto a creare opportunità di tiro per sé stesso.

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