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Cantù, pochi stranieri e rotazione corta. Ma occhio a Ike Udanoh

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Cantù, pochi stranieri e rotazione corta. Ma occhio a Ike Udanoh

Varese è reduce da un derby contro una squadra che ha, di fatto, un roster composto da dodici giocatori di buon livello europeo. Questa volta la sfida è radicalmente diversa per Ferrero e compagni perché Cantù basa la sua forza su un ristretto gruppo di stranieri e ha una rotazione molto corta, anche se è una squadra che – quando è in giornata – può essere esplosiva in attacco e giocare ad alto ritmo.

Come di consueto Gerasimenko non è stato a guardare nelle primissime gare della stagione (anche se adesso sembra in procinto di defilarsi) e a farne le spese è stato Omar Calhoun, tagliato dopo appena una partita di campionato. Al suo posto il lungo Davon Jefferson (16.9 punti e 9 rimbalzi di media), un giocatore che obiettivamente ha alzato il livello della squadra brianzola.

L’elemento da cui più dipendono le sorti della formazione canturina, comunque, è il centro Ike Udanoh (13.8 punti, 10.2 rimbalzi e 3.8 assist), che è già andato per tre volte sopra i 30 di valutazione, con anche una prova da 40 contro Trento. Il miglior marcatore è Frank Gaines (17.8 punti), chiamato quest’anno a provare il ruolo da play, a dire il vero con alterne fortune.

Terzo violino Tony Mitchell (15.2 punti, 5.1 punti e 3.9 assist), un giocatore che con la maglia di Trento fu in grado tre anni fa di vincere il titolo di MVP del campionato. Ultimo straniero della rotazione è l’esterno Gerry Blakes (10.6 punti), mentre Shaheed Davis (3.4 punti e 3.8 rimbalzi) è progressivamente uscito dal novero degli uomini schierati da coach Pashutin.

Il reparto italiani è guidato da Salvatore Parrillo (3.2 punti in 18.2 minuti). Partito Jonathan Tavernari in direzione Legadue, i brianzoli come altri giocatori di nazionalità italiana schierano – anche se per pochi minuti – Maurizio Tassone (1.9 punti in 14.4 minuti), Francesco Quaglia (4.5 minuti di media) e Andrea La Torre (4.7 minuti a partita).

Occhio a… Ike Udanoh – È nato a Detroit (Michigan) il 2 agosto 1989. Non ha avuto una carriera universitaria di primo piano: ha iniziato con LIU Brooklyn e poi – dopo due stagioni con i Blackbirds – è sceso in Division II per vestire la maglia di Wayne State. Al termine dell’avventura NCAA non ha avuto un percorso propriamente lineare: nel 2012 ha firmato per il Larre Borges in Uruguay, poi è passato all’Al Ahli SC di Doha (Qatar) e – nel corso dello stesso anno – ha anche fatto l’esordio europeo con i Flyers Wels, squadra austriaca.

Dopo un giro in Finlandia (BisonsLoimaa e TapiolanHonka), ha giocato una manciata di partite in Legadue nella stagione 2015/2016 prima con Ferrara e poi con Mantova. La vera consacrazione – dopo un’annata in A francese con Hyères-Toulon – è arrivata con l’Astana in Kazakistan e proprio le prestazioni in VTB (11 punti e 8.5 rimbalzi di media) lo hanno portato all’attenzione degli scout canturini. È un centro moderno, di grande atletismo, capace di correre il campo e dotato di ottime mani.

Filippo Antonelli