Baby Varese, fiducia a Berni. Il Caccia: “Presto grandi novità”

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“Posso dirvelo…prepariamoci ad una ripartenza in grande stile” ad affermarlo è Marco Caccianiga, il responsabile della Scuola Calcio del Varese che non è disposto ad arrendersi ed è già proiettato verso il futuro, convinto che ci sarà. Dopo aver manifestato fiducia nei confronti dei Catellani qualche tempo fa, adesso l’ha rinnovata a Berni e al gruppo di imprenditori che rappresenta che stanno portando avanti l’acquisizione di un club indebitato per circa un milione di euro. Il suo parere? “Finalmente abbiamo trovato gente seria che vuole investire su strutture e risorse umane per scuola calcio e settore giovanile indipendentemente dalla categoria della prima squadra”.

Ieri, in compagnia di Massimo Scodellaro, a sua volta responsabile del Setttore Giovanile biancorosso, ha partecipato all’incontro in Comune col Sindaco. Lo stesso Berni li ha voluti al tavolo al suo fianco e Caccianiga è fiducioso: “Ho visto il sindaco ben disposto verso il progetto. In settimana acquisiranno le quote e poi si comincerà. Per i primi di giugno la proprietà vuole presentare in gran stile, con un evento allo stadio, il nuovo corso”, svela il vulcanico Caccia.

I due punti di riferimento per i baby Varese sono già pronti a calendarizzare le riunioni con allenatori e genitori e Caccianiga non le manda a dire: “Abbiamo mangiato merda per mesi, è tempo di restituirla a coloro che ci hanno sempre voluto male. Chi vorrà seguirci sarà il benvenuto. Sarà un Varese per molti ma non per tutti” conclude il suo messaggio.

Da sempre attento all’educazione prima che al pallone, Marco Caccianiga apprezza l’idea dei futuri proprietari di puntare tuto su Varesello. Il progetto presentato ieri a grandi linee pensa a un intervento immediato per ricavare due campi in sintetico e a uno a lunga gettata che doti il complesso di una foresteria per creare un ambiente idoneo alla formazione calcistica ma anche all’educazione tout court (con un campo giochi e un orto didattico) , in rapporto con la comunità locale, le scuole e l’Università dell’Insubria. I rappresentati dei giovani ci credono e non sono disposti ad accettare altre vane promesse.

Elisa Cascioli