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Vingiano spinge l’acceleratore: “Dare di più e alla fine vincere”

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Vingiano spinge l’acceleratore: “Dare di più e alla fine vincere”

Il classe 1996, Umberto Vingiano, è arrivato a Varese durante la finestra invernale di mercato e ci ha messo pochissimo a sposare la mentalità biancorossa. Buttato subito in mischia (gioca al posto dell’infortunato Zazzi) ha finora risposto “presente” disputando buone prove. Nato a Ciré, in provincia di Torino, nella passata stagione ha vinto il campionato con la maglia del Bellinzago (33 presenze e un gol), in compagnia di Rolando, poi è passato al Seregno, club dal quale proviene anche l’esterno Innocenti, un altro acquisto del mercato invernale. In Serie D ha vestito anche la maglia della Pro Settimo (32 presenze e 2 gol), squadra con la quale aveva vinto il campionato di Eccellenza. Ha acquisito esperienza nei settori giovanili di Torino e Pro Vercelli.
Cosa ci racconti dei tuoi primi passi nel calcio?
«Ho iniziato da piccolo, avrò avuto 4 o 5 e all’inizio giocavo un po’ in tutti i ruoli. Mi dicevano che ero più bravo rispetto ai miei coetanei e mi mettevano ovunque. Ho giocato in difesa come terzino e poi mi sono stabilito a centrocampo».
Tempo fa ti sei definito un “tuttocampista”…
«Sì perché sono un giocatore aggressivo, ma ho anche una buona tecnica di base. Sono mancino, ho giocato sia davanti alla difesa, sia col centrocampo a due che come mezzala nel centrocampo a tre. Insomma, ho fatto un po’ tutto».
vingianoC’è un calciatore al quale ti ispiri?
«Il mio preferito è Vidal, però se devo fare un nome dico Wilshere che è aggressivo tecnico e poi è mancino come me».
Come giudichi le tue prove finora?
«Sicuramente, a parte lo stop col Cueno, stiamo vivendo un momento abbastanza felice. Personalmente sono contento, ma so di poter dare di più».
Il Varese è reduce dal buon successo di Carate Brianza…
«Siamo partiti col piede giusto, convinti e aggressivi. Il primo tempo è stato perfetto, nella ripresa secondo me non abbiamo fatto benissimo, ma era fondamentale vincere».
Hai anche cercato il gol…
«Sinceramente spero che arrivi, ma non ne faccio un chiodo fisso, anzi. Preferisco chiudere il campionato senza rete, ma festeggiando la vittoria della squadra».
Lo scorso anno lo hai fatto col Bellinzago, come si vince la Serie D?
«Con la fame. Lo scorso anno avevamo una buona qualità in rosa, ma altre squadre erano più forte di noi; a fare la differenza sono state la cattiveria e il far gruppo. Raddoppiavamo sugli altri, eravamo cattivi, arrivavamo sempre primi sul pallone. Abbiamo vinto così, portando in campo lo spirito dello spogliatoio».
A Seregno ha giocato con l’ex dei tempi della Serie B, Daniele Corti, e anche con il neoarrivato Innocenti. Un anno fa invece ha condiviso lo spogliatoio del Bellinzago con Rolando…
«Tutti mi hanno parlato bene di questa piazza. Mi hanno detto che era impossibile da rifiutare. Mi hanno raccontato delle tifoseria fantastica, ma non sono servite chissà quali parole per convincermi. A Seregno ci sono un po’ rimasti male per questa mia scelta, ma so che non me ne pentirò».
Come è andato questo primo mese in biancorosso?
«Direi che è stato super. Sono rimasto colpito dall’accoglienza positiva, dal calore dei tifosi. Non sono abituato ad avere tutte queste attenzioni; qui è tutto un altro pianeta rispetto alle altre mie esperienze».
Grande piazza significa anche tanta pressione addosso…
«È vero, ma il gioco ne vale la candela. Se fai bene in un ambiente del genere ti portano come un Dio».
Obiettivi e sogni personali?
«Sono qui per vincere come tutti. Sono giovane e giocare tra i professionisti sarebbe un sogno anche se qui è come se lo fossimo già».

Elisa Cascioli