Valentina Fiorin e il muro naturale: “Stagione sulle montagne russe”

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Valentina Fiorin è arrivata a Busto Arsizio a pochi giorni dall’inizio del campionato come rinforzo in posto quattro. Settimana dopo settimana, complici anche gli infortuni delle compagne, l’esperta schiacciatrice classe 1984 si è conquistata un posto in squadra e non l’ha ancora lasciato. Ha girovagato per molte squadre italiane e non solo (Francia e Giappone le sue tappe all’estero) e nel suo palmares ci sono due trionfi nel campionato francese, due Coppe di Francia, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

Fiorin by Gabriele AlemaniAl primo anno a Busto Arsizio, i tifosi ti hanno subito eletta come una delle loro beniamine. Qual è il tuo segreto?
“No, non credo di avere segreti. Sono sempre disponibile con tutti perché, sia dopo allenamento sia dopo le partite, mi fa piacere scambiare qualche parola con i tifosi e lo faccio sempre volentieri”.

Immaginiamo che non ti aspettassi di giocare così tanto. Quale è il tuo bilancio personale fino ad oggi?
“Giocare così  tanto e anche con qualche bella prestazione non me l’aspettavo. A tre giorni dall’inizio del campionato non avevo ancora un ingaggio con nessuna squadra; quindi arrivare qua e dopo poche partite avere la possibilità di scendere in campo è stata una cosa molto bella. Il mio bilancio per ora è fatto di alti e bassi”.

E quello della squadra?
“Non mi ripeto se dico che alterniamo belle prestazioni ad altre in cui perdiamo il filo della partita e il filo del gioco. Purtroppo questo ci ha penalizzato in vari momenti del campionato”.

Fiorin by baldoin 03Nel girone di ritorno solo tre squadre hanno fatto peggio della UYBA quanto a risultati. Come te lo spieghi?
“In questo momento ci succede spesso che arriviamo ai punti finali di un set in equilibrio con le nostre avversarie e poi perdiamo il parziale. A quel punto per noi risulta difficile rimetterci in carreggiata e reagire, cosa che non ci accadeva invece nella prima parte del campionato”.

Come è possibile passare da vittorie come quelle contro Scandicci a sconfitte come quelle contro Il Bisonte?
“Dipende anche dall’avversario. Nelle gare dove eravamo sotto di due set e poi abbiamo vinto, ci è andato tutto bene e siamo state capaci di metterci  quell’incoscienza e quel rischio in più che invece nelle ultime sfide sono un po’ mancate”.

Modena-UYBA by Molinari 07 fiorin muroTi abbiamo visto in alcune partite molto presente a muro. Se non avessi fatto la banda, pensi che saresti stata un buon centrale?
“Da piccola ero centrale e ho fatto quel ruolo fino alla seconda superiore. Poi  sono passata schiacciatrice perché non sono abbastanza alta per fare la centrale”.

Come ti alleni per migliorare a muro?
“Diciamo che mi viene abbastanza naturale”.

E negli altri?
“Oltre ad essere la meno giovane della squadra, ritengo di essere una di quelle atlete per cui le cose non sono automatiche, le devo ripetere tante volte e così cerco di fare da sempre”.

C’è stato subito feeling con le tue compagne?
“Sì, molto. Conoscevo già la maggior parte di loro: con Stufi ho giocato l’anno scorso a Scandicci, con Diouf e Signorile in nazionale, e contro Martinez avevo giocato in nazionale”.

Fiorin by baldoin 02E con lo staff e la dirigenza?
“Conoscevo Mencarelli sempre per via della nazionale e avevo già avuto modo di incontrare anche gli altri. Bene o male nell’ambiente ci si sfida di frequente e questo è un modo per conoscersi”.

Hai giocato nella squadra che ha vinto lo scudetto, la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia e che ora è prima in classifica. Quale pensi sia il segreto di Conegliano?
“Sono due anni che Conegliano allestisce una squadra con elementi di grande talento e giocatrici forti anche a livello internazionale. Inoltre, ha un organico ampio, ha atlete dello stesso valore sia in campo che in panchina”.

Meglio il prosecco o la birra Poretti?
“Il prosecco lo bevo da sempre, essendo veneta, la birra ho iniziato a conoscerla ed apprezzarla da poco”.

Cosa fai nel tuo tempo libero?
“Ho una cagnolina e spesso la porto in giro. Per il resto guardo un po’ di film o serie tv”.

Con tutti gli amici a quattro zampe che avete si potrebbe aprire un bel centro di pet therapy per i piccoli tifosi. Vuoi aggiungerti anche tu alla lista quindi?
“Certo. La mia cagnolina si chiama Kimba ed è una meticcia che ho adottato l’anno scorso ad aprile. Era stata abbandonata ed è stata un’adozione del cuore”.

Cosa diresti ad un tifoso AdF  in questo momento della stagione? E cosa ti piacerebbe sentirti dire da lui?
“Direi che per quanto altalenante sia stata questa stagione, tutto può ancora succedere. Allo stesso modo mi aspetto di sentirmi dire le stesse parole da un nostro tifoso perché insieme CI CREDIAMO”.

Fiorin by Gabriele Alemani 02Quali sono le cose più belle di una vittoria e quelle più brutte di una sconfitta?
“La cosa più bella di una vittoria è quando viene di squadra, quando tutto ha funzionato alla perfezione e ognuno ha dato il suo contributo. La cosa più brutta di una sconfitta è rendersi conto di non essersi davvero giocate la partita e di non potere fare nulla per rimediare”.

Ieri era l’8 marzo. Pensi che nel rapporto tra volley maschile e volley femminile la parità sia stata definitivamente raggiunta?
“Domanda difficile. Come pubblico siamo lì, ma che siano sullo stesso piano direi di no”.

Che cosa c’è ancora da fare?
“Bisogna investire in questo sport al femminile in modo serio, professionale e organizzato”.

Michela Guarino e Manuel Prearo
(foto di Ilaria Baldoin, Alessandra Molinari e Gabriele Alemani)