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Una calda Pro Patria sfida un Lecco di ghiaccio

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Una calda Pro Patria sfida un Lecco di ghiaccio

Mancherà il contorno (inteso come i tifosi, soprattutto quelli biancoblu), ma non il piatto forte, cioè il confronto tra una delle formazioni più calde del momento (forse la più calda) ed una squadra apparentemente in balìa di un destino già scritto. La sfida tra Pro Patria e Lecco (domenica ore 14.30, stadio “Rigamonti-Ceppi”), sulla carta di storia dovrebbe averne poca o pochissima. Sulla carta, ovviamente. Perché sul campo, poi, i valori andranno comunque contestualizzati. Anche se 9 vittorie nelle ultime 10 gare a fronte di 5 sconfitte consecutive e 27 punti di gap in classifica, fanno pensare a tutto fuorché ad un pronostico aperto. Con quale undici se la giocheranno i due tecnici, l’ex Roberto Bonazzi e il morbegnese Alberto Bebe Bertolini? Tra rientri e defezioni, proviamo a tracciare qualche ipotesi.

Pedone e l’africano. Ferraro in, Santana out. Per la Pro Patria, l’esaurimento delle due giornate di squalifica del difensore catanzarese e il forfait (causa noie muscolari) del patagonico rappresentano le due certezze. Difficile infatti pensare che l’infortunio occorso all’argentino (per quanto lieve) non porti quantomeno ad un turno di riposo. Quindi, fuori Garbini (per Ferrarone) e dentro Gherardi (per il capitano)? Probabile. Ma non garantito. Prima, andrà valutata l’eventuale conferma del 3-4-3 e la posizione di Colombo. Il mantenimento in difesa del fagnanese, tra l’altro, potrebbe anche essere dirimente rispetto all’arruolamento di Triveri (in prova a Busto da un paio di settimane). Ancora assente Bortoluz, mentre per Mauri possibile prima convocazione dopo 90 giorni di stop.
Consueto ago della bilancia Alex Pedone, utilizzabile come mezzala o come esterno alto. Ruolo (quest’ultimo), in cui potrebbe trovarsi di fronte il senegalese Pierrot Karamoko, unico over (nonostante i 22 anni non ancora compiuti), utilizzato dai blucelesti nelle ultime 5 gare.

Baby sboom. 19 anni e 10 mesi. Cioè l’età media del Lecco sceso in campo domenica a Monza. A breve però, sotto il Resegone dovrebbero approdare una manciata di elementi di maggiore esperienza (tra cui l’ex tigrotto Cannataro). Operazioni sdoganate dal curatore fallimentare Mario Motta e rese possibili da alcuni sponsor e dall’iniziativa “Adotta un giocatore” che ha coinvolto una dozzina di tifosi. Nel frattempo, la formazione lariana è poco più di una Juniores. Dopo la concessione dell’esercizio provvisorio, infatti, in campo sono stati schierati solo under (salvo, per 2 volte, il sopraccitato Karamoko) ed ha fatto l’esordio anche il millennial Andrea Cesarotti (10 agosto 2000). Nell’ultima uscita al “Brianteo”, Bertolini (in sella dall’11 dicembre dopo la “cacciata” di ottobre ad opera dell’ex dirigente Paolo Batocchi), ha puntato su un 4-4-2 con Salvatori (96) tra i pali; Benedetti (98), Marcone (98), Colombo (96) e Karamoko (95) in difesa; Meyergue (97), Garofoli (97), Disarò (98) e Locatelli (96) in mediana; Caraffa (98) e Ronchi (96) in attacco.

Ivan Catallo arbitroTerna secca. La squadra arbitrale di domenica sarà composta dal direttore di gara Ivan Catallo di Frosinone e dagli assistenti Michele Bernardini e Alessandro Cremona, entrambi di Genova. Il fischietto ciociaro è un secondo anno con 7 match in stagione (nessuno nel Girone B) e bilancio non certo casalingo: 2 successi interni, un pareggio e ben 4 vittorie esterne

Ghiaccio bollente. Le previsioni meteo per domenica danno cielo sereno e temperature massime intorno ai 4/5 gradi. Nessun pericolo per lo svolgimento della gara? Si direbbe di no. Ma i 5 cm di neve caduti a Lecco nella notte e la particolare ubicazione del “Rigamonti-Ceppi” con la tribuna centrale che proietta l’ombra su parte del campo inducono alla prudenza. Tanto più che la neve andrà comunque spalata e le attuali contingenze del club di via Don Pozzi rendono la circostanza tutt’altro che una formalità. Il 12 gennaio 2009 la sfida tra blucelesti e biancoblu fu rinviata proprio per il ghiaccio presente su una porzione del terreno di gioco. Anche se allora si giocava alle 20.30.

Giovanni Castiglioni