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Pro Patria ferma per venti giorni. Il destino più forte di Bonazzi

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Pro Patria ferma per venti giorni. Il destino più forte di Bonazzi

Il letargo a marzo è biologicamente fuori stagione. Almeno alle nostre latitudini. La Pro Patria dovrà però farsene una ragione visto che complici sosta e Viareggio Cup, si tornerà in campo solo il 26 a Dro. Nel frattempo, la 26^ giornata ha lasciato ai posteri pochi scossoni e parecchie conferme.

Vivo morto o X. Un pareggio ogni tanto fa bene alla salute. E, per certi aspetti,anche alla classifica. Dopo 22 turni (15 vittorie e 7 sconfitte) e 168 giorni (18 settembre, 1-1 a Caravaggio), è arrivato un altro pari. Il terzo in assoluto (tutti in trasferta) e il secondo per 2-2 dopo quello di Alzano con la Virtus Bergamo al battesimo stagionale. Curiosamente domenica si è interrotta anche quella che era la striscia italiana più lunga senza pareggi. La Juventus ha impattato 1-1 a Udine dopo 38 giornate senza X.

Razione Cappai. Senza l’infortunio di Santana avremmo visto in campo così presto Cappai? No. Della serie, il caso batte Bonazzi 1-0. La prestazione antistaminica del sardo è l’autentica buona notizia portata a casa dal “Ferruccio”. Energia (tanta), qualità (a sprazzi), senso del gol (quanto basta), ignoranza (il giusto). Le stesse attitudini viste con il Pontisola (all’andata), nello spezzone con la Pergolettese e al ritorno contro la Virtus Bergamo. E invece sempre mancate nelle altre 10 partite (o ritagli di partite) in cui l’ex Nuorese è stato utilizzato. 701’ giocati, solo 2 reti realizzate, fatturato che non ha bisogno di didascalie. Come si spiega? Giuria ancora in camera di consiglio. “E’ uno dei misteri del calcio”, ha divagato domenica Cappai a precisa sollecitazione. Raddrizzare quelle medie è piuttosto complicato. Per lasciare il segno, invece, il tempo c’è ancora.

Io so’ io e voi non siete un… Terza vittoria consecutiva, sesta nelle ultime 7, dodicesima nelle ultime 14 (gli altri 2 sono pareggi). Chi attende il calo del Monza, rischia di invecchiare senza trovare soddisfazione. Con 67 punti i biancorossi sono la migliore squadra dell’intera Serie D. In linea teorica, la formazione di Zaffaroni potrebbe ancora toccare quota 91. L’anno passato (campionato a 20 squadre) le corazzate arrivarono a 96 (Piacenza), 94 (Parma) e 90 (Venezia). Prima del termine della stagione i brianzoli hanno in calendario 5 delle prime 9 (Caravaggio, Ciliverghe e Seregno in casa, Virtus Bergamo e Pergolettese fuori), ma il vantaggio (10 punti) è più che confortevole. A occhio e croce, 9 o 13 aprile le date della festa promozione.

Angioletti e demoni. Due reti incassate domenica, 6 nelle ultime 3 giornate, 2 soli clean sheet nelle ultime 9 uscite dopo che erano stati 6 nelle precedenti 7. Una fragilità difensiva che può avere diverse chiavi di lettura. Angioletti-Zaro-Ferraro; Garbini-Zaro-Ferraro; Angioletti-Zaro-Garbini…continuiamo? Meglio fermarsi. Fosse solo per ragioni di spazio. Da quando Bonazzi è passato alla difesa a tre, in 18 gare sono state schierate 8 diverse versioni del terzetto dietro. Tenuto conto delle squalifiche di Angioletti, Ferraro e Zaro (2 turni a testa), dei problemi fisici di Garbini e dell’assenza a Monza di Colombo, dare continuità all’assortimento del pacchetto arretrato era oggettivamente impossibile. Ma gli attuali imbarazzi della retroguardia oltre che di una mediana meno tonica (troppi palloni persi e cattiva transizione difensiva), sono frutto anche di meccanismi e affiatamento non proprio consolidati. Per la cronaca, al netto del passaggio a 4 nella ripresa, il terno secco impiegato a Seregno (Angioletti-Garbini-Ferraro) era lo stesso del primo tempo di Lecco. Salvo ognuno, non un gran precedente.

Santana split. Bolzano, Virtus Bergamo (in casa) e ora anche Seregno. Tre tappe di un anno vissuto muscolarmente dal capitano tigrotto. Soleo o flessore poco importa. Sosta e lievità dell’infortunio non priveranno la Pro Patria delle prestazioni di Marito. Il tema non è però marginale. Da qui alla fine, la gestione del patagonico sarà uno dei crucci di Bonazzi.

Vengo dopo il DG. Passato un Di Nunno, se ne fa un altro. A Seregno le dimissioni dell’ormai ex presidente hanno portato alla promozione sul campo del Direttore Carmine Castella. Per la nuova dirigenza azzurra quello di domenica è stato un esordio a 8 cilindri. Tanti quanti quelli a disposizione del nuovo Direttore Marketing Danilo Riboldi che ha lasciato il “Ferruccio” su una Ferrari total black.

#EliastaiSeregno. Oltre al ritorno al gol dopo quasi 100 giorni (98 per la precisione), Elia Bortoluz ha festeggiato domenica un singolare primato. Toro Scatenato è infatti l’unico giocatore biancoblu ad aver segnato allo stesso avversario sia all’andata che al ritorno. Il 30 ottobre aveva siglato contro il Seregno il gol del momentaneo pareggio nel match poi terminato 2-1 allo “Speroni”.

Un Madonna per amico. Lo 0-2 di Lecco ha garantito alla Virtus Bergamo di Mindo Madonna l’aggancio alla Pro Patria a quota 51. La formazione tigrotta è comunque quarta in virtù del doppio confronto favorevole. Nelle ultime 8 giornate bianconeri e bustocchi avranno in comune 5 avversarie: Darfo, Grumellese, Fanfulla, Scanzorosciate e Levico. Le altre 3: Dro, Pergolettese e Olginatese per la Pro; Virtus Bolzano, Monza e Pontisola per la Virtus.

SI LA DRO. Prossima fermata Dro (domenica 26 marzo, ore 15, stadio “Comunale Oltra”). I trentini non perdono in casa dal 15 gennaio (1-2 con il Pontisola) e a domicilio hanno ceduto il passo solo al Monza e, appunto, ai bergamaschi di Curioni mettendo insieme 25 dei 28 punti in graduatoria. All’andata il 13 novembre, 2-0 bustocco firmato Zaro e Bortoluz.

Giovanni Castiglioni