Pro Patria (39) 7,5: Parte da favorita (non da sola). Prosegue da favorita (con il Rezzato). Chiude l’andata da favorita (con parecchi però alle costole). Senza dubbio la più costante con la miglior difesa (10 reti) e il minor numero di sconfitte (una). Ma con gli stessi punti al giro di boa l’anno passato la Pergolettese era a meno 5 dal Monza. Urge sgasata. E qualcuno (Le Noci?) che sul tabellino faccia staffetta con Santana. Accreditata

Spampatti DarfoDarfo Boario (38) 7,5: Perde la prima e la penultima. In mezzo piazza 11 successi e 4 pareggi giocandosi poi il primato con la Pro Patria. Sorpresa? Nemmeno per idea. Nonostante un presidente zavorrato da guai giudiziari, minaccia di restare agganciato sino ai titoli di coda. Il segreto? In realtà sono 2: il DS (Venturi) e il tecnico (Del Prato). Il resto viene per osmosi. Granitico

Pontisola (35) 7,5: La differenza la fa in attacco (37 gol, il 62% con Recino e Ferreira Pinto) e in trasferta dove a metà stagione ha già quasi gli stessi punti del campionato scorso (17 contro 21). L’unica a segnare più di un gol alla capolista. Con la gara di Trento da recuperare è virtualmente ad una lunghezza della vetta. Emergente

Pro Patria-Lecco 14Lecco (33) 6,5: Sbanda in partenza con tanto di esonero (con l’elastico) di Delpiano. Ma quando ingrana fa davvero pochi prigionieri: 8 vittorie nelle ultime 11 di cui 3 per chiudere il girone. Segna poco (24 reti), ma segna tantissimo Bertani (11 gol, 8 nelle ultime 9 uscite). Il presidente Di Nunno è sempre garanzia di effervescenza ma quella bluceleste è (forse) la vera alternativa alla Pro Patria. L’incrocio del 7 gennaio metterà inevitabilmente il punto. Fibrillante

Virtus Bergamo (27) 6,5: Dimenticatevi la squadra smagliante dell’anno passato. Via le stelle Morosini, Porcino, Magrin, Amodeo, oltre agli esterni under Seck e Soumare e dentro profili di altro spessore e prospettiva. Mindo Madonna in silenzio (come suo costume), sa dove mettere le mani. In testa alla classifica “Giovani D valore”. Non certo per caso. Rifiorita

Bustese partitaBustese Milano City (24) 6,5: Cusatis in discussione? La squadra prende il volo. Storia già vista altrove. E non molto lontano dal “Battaglia”. Perde con la Pro Patria e infila 4 successi ed un pari schiantando (tra le altre), Crema e Pontisola (rispettivamente 2-0 e 4-0). Doveva solo metabolizzare le partenze di Panigada e Pllumbaj. Resta probabilmente sottostimata. Ma il progresso tecnico è evidente. Reattiva

Levico Terme (24) 6,5: Non perde dal 5 novembre (0-2 con il Lecco). E deve recuperare il match con il Crema. Circostanza che lascia il giudizio in sospeso. Si salverà senza patemi nonostante la strizzatina d’occhio ai piani alti. Il DS Ferrarese cambia parecchio a dicembre (una mezza dozzina di operazioni), senza un vero perché. Solido

Lumezzane (23) 6,5: Superfluo accennare alle vicende estive. Le conseguenze della vertenza si trascinano però sino ad ottobre inoltrato. Perde le prime 6 schierando la linea verde. Poi raddrizza la baracca con pochi (mirati) acquisti (Defendi, De Respinis e il Barba Taino). Lo score negli ultimi 2 mesi è di livello: 7 vittorie (tra cui le ultime 4), 2 pareggi e 3 sconfitte. Per la promozione è tardi. Ma nel ritorno darà noie a tutti. Trasformato

Ciliverghe Mazzano (25) 6: Dalla seconda moneta dell’anno scorso al (semi)anonimato di quest’anno. Evidentemente senza Galuppini e Bertazzoli (ma anche Mozzanica e Filippini in panca) è tutta un’altra cosa. E anche senza Carobbio promosso tecnico dopo l’autunno caldo. Ciro De Angelis fa il suo (11 reti). La squadra va però alla sosta con una sola vittoria nelle ultime 8. Destino metà classifica più che segnato. Sbiadito

Esultanza RezzatoRezzato (34) 5,5: La soap del Girone B. Acquisti a stock (34 giocatori transitati dalla rosa bresciana), 8 cessioni durante l’anno (tra cui Marzeglia, Minicleri e Franchi), 4 arrivi a dicembre (Mair, Coly, Giorgino e Gualdi), un cambio di allenatore (Emanuele Filippini per Quaresmini). Si potrebbe proseguire. Ma lo spazio è tiranno. Miglior attacco (38 reti), migliore in trasferta (22 punti su 27). Ma anche 4 sconfitte e la sensazione di un progetto tutt’altro che calibrato. Per molti (ma non per tutti), rimane la favorita. La stagione (sin qui), ha detto ben altro. Rutilante

Pergolettese (32) 5,5: Con Ferrario parte praticamente sempre 1-0 (16 reti, 9 decisive, a segno in 12 gare). La vena del bomberissimo non basta però a fare meglio di un sesto posto pallidissimo. Unica a battere la capolista, subisce un ribaltone tecnico di difficile lettura con De Paola (affiancato dall’ex tigrotto Gigi Sartirana) che dopo il rimbalzo di Lecco prende il posto del dimissionario Curti. Obiettivo playoff. Difficile pensare a qualcosa di più. Introspettiva

Caravaggio (23) 5,5: Meno concreto dell’anno passato, perde male un paio di partite in casa (Rezzato e Pontisola). Bolis è garanzia di polso e metodo di lavoro ma il più 5 sulla zona playout non sembra (al momento) confortante. L’avvio di girone all’andata porta 8 punti in 4 gare (Pergolettese, Levico, Trento e Ciliverghe). Si auspica replica. Involuto

Crema formazioneCrema (23) 5,5: Se rinunci volontariamente a Serafini, il Karma poi ti gira contro. Rosa di ottimo livello ma classifica asfittica. Porrini (già sollevato dall’incarico) aveva vaticinato a ottobre: “Giocare bene a questo livello è controproducente”. Ecco, appunto. Controcorrente

Scanzorosciate (18) 5,5: Te lo aspetti in coda e te lo ritrovi in coda. Partenza shock con un solo successo nelle prime 9. Poi vince a Rezzato e infila tre vittorie in striscia. Ma chiude l’anno con 4 sconfitte. Segna più in trasferta che in casa e si affida al solito Giangaspero (9 centri). L’oroscopo dice playout a maggio. Abbonato

Ciserano (16) 5,5: Re dei pareggi (7 come il Dro), vince solo 3 partite (2 nelle prime 4), mostrando una discreta deriva autunnale solo parzialmente invertita dal 2-0 alla penultima sul Caravaggio. Teo Serafini (7 reti) non può certo bastare e l’approdo in panca di Dossena per Viganò ha tutta l’aria di un’extrema ratio. Imbarazzato

Dro Alto Garda (13) 5,5: C’era una volta Fort Dro. E adesso non c’è più. Una rete subita nelle prime 4 a domicilio (dalla Pro Patria), 11 nelle successive 5 (anche 4 dal non irreprensibile Ciserano). Unica a non segnare un gol in casa alla Romanese. In trasferta mette insieme soltanto 2 pareggi e (in chiave salvezza) vince solo il confronto diretto con il Trento. Non certo un bel segnale. Sofferente

SERIE D LUMEZZANE CALCIO TRENTO reporter©zanardelliTrento (14) 5: Pensa in grande e gioca in piccolo. A dicembre il presidente Giacca mette a disposizione altri 150 mila euro. Ma l’unico obiettivo è salvare la pellaccia con la quota salvezza distante 9 punti (anche se va recuperata la gara con il Pontisola). Peggior difesa del campionato (35 gol sul groppone). Dall’arrivo di Antonio Filippini 2 vittorie e 3 sconfitte. Mezze misure inesistenti (2 soli pareggi). E soluzione del rebus parecchio lontana. Rimpicciolito

Romanese (10) 5: Riammessa oltre il tempo massimo, batte subito la Grumellese ma deve poi attendere il 12 novembre per fare altrettanto con il Trento. Se va ai playout (attualmente a più 3) è un mezzo miracolo. Di salvarsi direttamente (meno 13 dal Caravaggio) non se ne parla nemmeno. Predestinata

Grumellese (12) 4,5: Mantenere la categoria anche quest’anno? Un’autentica impresa. In cui la società giallorossa mette (al contrario, s’intende) molto del proprio. Eppure sconfigge il Darfo imbattuto da 15 turni alla penultima. Ma in mezzo a 4 sconfitte con 10 reti subite. Melosi/Renica/Bonetti l’alternanza in panca. E (forse) non è finita qui. Autolesionista

Giovanni Castiglioni