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Casale, la patria dei krumiri

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Casale, la patria dei krumiri

Casale Sant’Evasio è il santo protettore del villaggio. A lui si deve il nome del borgo che l’imperatore Ottone III concesse al vescovo Leone di Vercelli. E’ l’inizio di una lunga serie di contese e scontri fra il vescovato e il Comune di Vercelli che porterà nel 1215 alla distruzione di Casale. Una rivalità che si riflette anche nello sport. Una stella che splende su un manto scuro, che ricorda il cielo di notte. Una stella che è anche speranza, un augurio di buona sorte per la squadra di Casale che indossa vesti tutte nere, contrapposte alle maglie bianche della Pro Vercelli, con una stella portafortuna di carta appuntata all’altezza del cuore.

Il Casale Football Club nasce ufficialmente nel 1909, all’Istituto Tecnico Leardi, su iniziativa del professor Raffaele Jaffe. Il primo campo del Casale è nella zona del tiro a segno. Si tratta di un terreno in pessime condizioni, pieno di buche e quando i nerostellati entrano a far parte della massima divisione viene abbandonato. Lo stadio del “Priocco” dura poco, quel tanto che basta per celebrare la squadra campione d’Italia nel 1914. In Nazionale ci sono quattro nerostellati Varese, Gallina II, Barbesino e Mattea.

All’inizio della stagione 1921-22, viene inaugurato il “Natale Palli”, intitolato all’eroe di guerra amico del poeta D’Annunzio, pluridecorato e scomparso in un raid aereo. Con il campionato a girone unico, nel 1930 Casale vince il primo torneo di serie B della storia.

IFC_Casale_piattoAncora una trasferta in Piemonte per il Varese e ancora un prodotto dolce da consigliare a chi seguirà i biancorossi di Baiano: i krumiri o crumiri. Sono biscotti antichi, le cui origini risalgono al 1878 e la cui forma ricorda quella “a manubrio” dei baffi del primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, il Re Galantuomo, morto proprio quell’anno. Almeno nelle intenzioni di Domenico Rossi, il pasticciere che li ha inventati, una notte al Caffè della Concordia, insieme a un gruppo di amici. Sono scuri per l’alta temperatura del forno di cottura. Il nome potrebbe derivare da quello del liquore molto famoso ai tempi che li accompagnava (anche se sono ottimi con il the o il caffè per la loro profumata freschezza).

I Krumiri nel 1884 vincono la medaglia d’oro all’Expo universale di Torino e vengono realizzati in numerose varianti. Biscotto talmente imitato che il signor Rossi nelle Gazzette dell’epoca fece pubblicare: “Il sottoscritto avvisa la sua numerosa clientela che i veri e genuini Krumiri, specialità di sua invenzione, sono esclusivamente in vendita nel suo negozio di Casale. Diffidare delle contraffazioni ed esigere sulle scatole il nome del sottoscritto”.

Elisa Cascioli