Bonazzi contento, ma non troppo. Mauri: “Una bevuta per Gherardi”

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Ognuno ha il suo karma. Quello di Bonazzi è di essere condannato ad inseguire (sempre e comunque) la prestazione perfetta. Dopo il 2-0 con la Virtus Bolzano, quantomeno, il mister biancoblu riesce a ridurre l’insoddisfazione al minimo sindacale: “Non mi è piaciuto il secondo tempo. Diciamo che abbiamo gestito palla. Avrei preferito se avessimo cercato di più il gioco offensivo. Provando a divertirci e a divertire un po’ di più. Ma mi rendo conto che non era facile, soprattutto all’inizio”. Mente e cuore già proiettati al Ciliverghe, perché dei due punti rosicchiati al Monza è inutile parlare: “Non mi interessa. Con i bresciani sarà una bella sfida. Conosciamo le loro qualità. Hanno un organico importante”. Tanto più che la Pro Patria (in trasferta) non ha ancora vinto con una delle prime 8. Statistica da sfatare per aggiungere alla squadra un’ulteriore dimensione .

IMG_4674Rientro da titolare dopo 120 giorni per Mattia Mauri. Subito a segno con (semi)dedica a Gherardi: “Dovrò offrirgli qualcosa. E’ stata una bella azione. Uscita alla perfezione. In campo cerchiamo di riportare quanto facciamo in allenamento. Direi che abbiamo fatto bene il primo tempo, il secondo si poteva fare un pochino meglio”. Condizione personale a quale punto di cottura? “Ho forse 60’ di autonomia. In settimana provo ad andare oltre. Piano piano, sto arrivando”.

Quanto al karma di cui sopra, quello di Luca Lomi è in pace con sé stesso. Prima ancora che con la squadra: “Penso che abbiamo tenuto bene il campo. Dopo il 2-0, temevo mollassimo e invece siamo rimasti in partita. Devo dire bravi ai ragazzi viste le assenze. Stiamo facendo la stagione che ci aspettavamo. Non è facile fare calcio a Bolzano. Ci alleniamo tre volte la settimana alla sera perché molti lavorano. Ci sono poche società vicine per scambiarsi giocatori. Non è semplice”. La lingua non può che battere dove il dente duole e cioè (si fa per dire) sulla punizione spacca partita di Santana: “Per uno come lui è un rigore. Credo che giochi al 40% delle sue possibilità e fa comunque la differenza”. A volte, si finisce col dimenticarlo.  

Giovanni Castiglioni

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