Cambio nei vertici societari della Varesina Calcio in cui si registra l’ingresso nell’organigramma di Matteo Di Caro, figlio del presidente Lino e fratello del capitano Massimiliano (insieme nella foto), più grande di due anni. Di Caro è il nuovo Direttore Generale del club che prende il posto di Pasquale Cuscunà nominato a sua volta vicepresidente.

Nato a Varese l’8 giugno 1989, attualmente svolge l’importante ruolo di Export and Business Development Director nell’azienda di famiglia “Lo Scoiattolo”. Ha appeso le scarpette al chiodo al termine della passata stagione, ma è rimasto vicinissimo della Varesina e adesso è stato premiato con un ruolo operativo: “Ho lasciato il calcio giocato a malincuore – ci racconta Matteo – per questioni lavorative. Ricoprendo una posizione di responsabilità non sarei riuscito a far conciliare le due cose. Nel corso di questi mesi sono inevitabilmente rimasto vicino alla squadra. Ho iniziato a confrontarmi con i ragazzi del Settore Giovanile, con mio papà e con i fratelli Cuscunà e sono contento di dare una mano in maniera più concreta. Sento il peso della responsabilità perché per me è una nuova avventura e il ruolo è delicato. Prima di affidarmelo, infatti, mio papà mi ha messo alla prova più volte”. 

Vita privata. Che rapporto hai con tuo padre e tuo fratello? “Mio papà è bravo a scindere il lavoro dai rapporti personali. A lavoro non si comporta come un padre; in azienda i primi ad essere messi sotto esame siamo proprio io, Massimiliano e mia cugina Valentina. Proprio questo ci ha fatto crescere in fretta. Nulla ci è dovuto, le posizioni sono da guadagnare giorno dopo giorno. Io e Max condividiamo tutto e siamo diventati inseparabili. Il nostro rapporto è migliorato e maturato negli anni; come tutti i fratelli ci siamo picchiati e se facessimo a botte adesso sarebbe lui a prenderle da me”.

Matteo Di Caro ha vestito la maglia rossoblù per due stagioni dal 2013 al 2015 contribuendo alla vittoria dei campionati di Promozione ed Eccellenza. Quale il ricordo più bello?Ne ho due – risponde -. Uno è legato a mister Spilli che mi ha dato una grande mano e sono molto attaccato a lui. Nel periodo precedente alla Varesina ho avuto problemi fisici, sono stato operato più volte al ginocchio e lui, a partita conclusa, mi portava a Viareggio dove mi curavo. E’ stato una figura chiave e rimarrà sempre nel mio cuore. Il ricordo più bello è senza dubbio la vittoria nella finale playoff della scorsa stagione. Seppur dalla panchina, ho vissuto emozioni incredibili e a distanza di mesi sento ancora i brividi”.

Questo il suo commento sulla situazione attuale della squadra: “Siamo fiduciosi, il gruppo è stato costruito per raggiungere l’obiettivo salvezza. Il girone che stiamo affrontando è praticamente una Lega Pro per nomi e qualità delle rose. Stiamo prendendo le misure e speriamo di tirarci fuori dalla zona calda; la classifica è molto corta. Siamo ottimisti di natura e abbiamo sempre avuto grandi ambizioni. L’obiettivo si raggiunge grazie a duro lavoro, sacrifici e umiltà. Ho lasciato il calcio con grande dispiacere; non ero un giocatore da copertina e non ero fondamentale a livello tecnico, ma mi hanno sempre detto che ero importante per il gruppo e viceversa lo spogliatoio è sempre stato la mia benzina. Anche quest’anno i ragazzi nuovi mi hanno accolto come uno di loro dimostrandomi tanto in questi mesi. Adesso voglio ricambiare”.

Elisa Cascioli