Manca poco. Fra due settimane inizierà l’avventura di Varese nelle Final Four di Fiba Cup. Cresce l’attesa dei tifosi: a breve la società dovrebbe comunicare le modalità per l’acquisto dei 500 biglietti (comprensivi di viaggio e gadget) messi a disposizione. Ma solo poco tempo fa si sperava: la società si era candidata per ospitare le finali, e le chance di farcela sembravano abbastanza alte. Invece la Fiba ha stupito tutti, decidendo di selezionare la francese Chalon. Abbiamo chiesto alla Fiba stessa le ragioni di questa scelta, e Sakis Kontos (a destra nella foto a sinistra)Arena_bejaras_Fiba_UT4_0_4c_1direttore della comunicazione Fiba – ci ha spiegato i motivi cha hanno portato verso questa direzione. A partire dalla conferma che l’offerta di Varese era davvero buona: “Sì – ci conferma -, siamo stati molto contenti di avere ricevuto la candidatura di Varese. Dimostra molto impegno da un club storico con una grande tradizione di basket in Italia e in Europa. Comunque prima di decidere abbiamo dovuto considerare molti fattori, non solo la storia e la passione. Non è stata una decisione facile: erano tre buonissime offerte, ma poteva vincere solo una”. E non è stata l’Openjobmetis, anche se si pensava che uno dei motivi per cui la Fiba avrebbe potuto sceglierla potesse essere il suo blasone: far ospitare ad una società storica come Varese le prime Final Four di una nuova competizione avrebbe potuto essere un bel colpo anche per la Fiba stessa. “Rispettiamo Varese – riprende Kontos – e sappiamo che il suo nome è importante. Comunque dobbiamo trattare ogni club allo stesso modo e decidere sulle basi di un disegno totale e altri fattori importanti. Ad esempio, l’ultima Fiba Final Four in Francia è stata 15 anni fa, mentre in Italia c’era appena stata. Questo è stato un fattore, sicuramente”. Infatti, solo due anni fa Reggio Emilia ha ospitato le Final Four di EuroChallenge. Probabilmente, assegnare due Final Four su tre stagioni allo stesso Paese sarebbe stato troppo, secondo i vertici del basket europeo. Sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale anche l’arena, molto più moderna del PalaWhirlpool e orientata verso i restrittivi criteri Fiba. Ma Kontos su questo punto glissa: “Ripeto, è una combinazione di cose. Abbiamo dato un punteggio diverso per ogni aspetto della candidatura, e al termine ha vinto quella con il punteggio migliore. Anche se la differenza fra le tre è stata davvero minima”. Un punto che però poteva giocare a sfavore di Chalon era la distanza dall’aeroporto: il più vicino dista circa 150 km, ma secondo Kontos questo non può essere un problema, anzi: “Il tempo per arrivare a Chalon dall’aeroporto di Lione – spiega – è di poco superiore all’ora. In molte città europee ci si mette lo stesso tempo per raggiungere il loro aeroporto dal centro città a causa del traffico e così via. Se non sbaglio il viaggio in macchina da Varese a Chalon è minore di 5 ore: i tifosi italiani hanno più di una opzione”.

Ma c’è anche un altro aspetto da considerare nella scelta di Chalon a discapito di Varese, la questione “politica”. Qualcuno dice – a ragione? – che la Fiba avrebbe designato Chalon per provare a portare dalla propria parte i club francesi nella bagarre Fiba-Uleb. Kontos nega fermamente a nome della sua organizzazione: “Questa considerazione è assolutamente errata. La missione della Fiba è – fra le altre – è proteggere tutte le parti interessate del gioco, inclusi ovviamente i club, non punirli oppure fare trucchetti alle loro spalle. Il recente progetto della Champions League è la prova che ci teniamo molto ad essere trasparenti in ogni cosa che facciamo, e dare una chance ad ogni club in Europa di partecipare e fare bene”. Ma questo è il futuro: il presente dice di un primo anno di Fiba Cup che è andato oltre le più rosee aspettative, anche secondo la Fiba stessa: “Crediamo – conclude Kontos – che questa prima stagione sia stata un successo sbalorditivo. Nei quarti di finale erano rappresentati ben otto diversi campionati e Paesi: questo dice molto della diversità per cui lottiamo in questa competizione. Ci auguriamo che le Final Four siano la perfetta chiusura del percorso”. Un percorso che anche Varese spera di concludere al meglio.

Luca Mastrorilli