La stagione 2016/2017 della Canottieri Varese parte con un’importante riorganizzazione dello staff tecnico presentata il 2 novembre a tutti gli atleti.
L’obiettivo, ha scritto il Presidente Mauro Morello a tutti i suoi ragazzi prima dell’incontro, “é permettere ad ognuno di esprimere al meglio il proprio valore, tutti avremo l’occasione di crescere ed appassionarci ancora di più al nostro sport ed essere fautori di un nuovo stile Varese, una vera scuola di canottaggio di eccellenza”.

Il progetto di nuovo slancio sulla scia del già positivo lavoro degli ultimi anni é stato consegnato dalla dirigenza gialloazzurra nelle mani di Claudio Romagnoli, classe 1956 e da 23 anni nello staff della Nazionale Italiana di canottaggio, che avrà il ruolo di Direttore Tecnico della società e sarà riferimento per tutte le categorie dai giovani ai Senior.
Nato a Stagno Lombardo in provincia di Cremona, iscritto all’albo FIC degli allenatori di terzo livello, ha accettato la sfida di Varese per dare ai nostri ragazzi “l’opportunità di raggiungere i loro obbiettivi, fare un canottaggio di alto livello, di qualità, ma soprattutto un canottaggio di piacere e un canottaggio di squadra stando tutti bene insieme”. Agli atleti della Schiranna ci tiene a trasmettere “la lealtà, lo spirito di squadra e il piacere di fare sport e canottaggio”.

Con Romagnoli fanno il loro ingresso in società due nomi di peso, Pierpaolo Frattini e Ioan Dima.
Pierpaolo, varesino classe 1984 con alle spalle tre Olimpiadi e due titoli mondiali vinti nel 2002 e nel 2011, ha iniziato a remare all’età di 15 anni proprio a Varese. Si tratta di una sfida per lui e per la società, raccolta da Frattini con “tanto entusiasmo e voglia di fare. Sono impaziente di cominciare -dichiara Pierpaolo- speravo di entrare a far parte della famiglia della Canottieri Varese in un ruolo operativo che mi permettesse di crescere su un nuovo percorso”.
Per Ioan Dima non è invece un arrivo ma un bel ritorno. Già allenatore a Varese dal 2003 al 2010, dove seguiva Ragazzi e Junior, ha conseguito il massimo brevetto per insegnare canottaggio in Romania, suo paese natale dove ha iniziato a remare 38 anni fa senza mai smettere e dove ha conseguito la laurea in scienze motorie.
“Tornare ad allenare una squadra agonistica significa per me poter fare il lavoro per cui sono venuto in Italia: ero venuto per fare l’allenatore di canottaggio e volevo farlo facendo belle cose”, ci spiega Ioan e “l’esperienza già fatta a Varese mi porta oggi a voler fare meglio e stare più attento ai particolari”.

L’ultima new entry nello staff tecnico porta il nome di Manuel Ambrosetti, in Canottieri Varese dall’età di 13 anni quando ha cominciato a remare. Fresco di corso per allenatore di primo livello e con l’esperienza maturata quale consigliere responsabile delle squadre agonistiche dal 2013, affiancherà in una nuova esperienza il responsabile dell’agonismo giovanile Guido Ferrario con Allievi e Cadetti.
Confermati Luca Broggini e Vincenzo Prina alla Direzione Sportiva.
Confermati anche Gabriele Martinato, Pasquale D’Alba e Omar Callegari. Quest’ultimo con una laurea in scienze motorie e una tesi in “Acido lattico e canottaggio” con relatore il prof. E. Arcelli, diventerà riferimento nella preparazione atletica a terra degli atleti.

La riorganizzazione della canottieri ha coinvolto infine anche i corsi di canottaggio per adulti: il Voga Club già da settembre vede impegnati Federico Peluffo, Tommaso Pieri, Emanuele Radice , Denise Cavazzin e Francesco Bonomo, che allenano insieme ai confermati Fausto Prina e Pasquale D’Alba i tantissimi appassionati di canottaggio over 18.

Da ultimo un cenno alla riqualificazione della palestra: l’inizio dei lavori é previsto entro metà dicembre e si stanno apprestando le soluzioni alternative per permettere a tutti di allenarsi, seppur con qualche comprensibile sacrificio. Importante sarà la collaborazione di tutti che verrà richiesta man mano e che é alla base di ogni grande associazione. “Ci sono tutte le premesse per fare davvero bene, dovremo impegnarci tutti insieme in armonia”, ha concluso Mauro Morello.

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