E sono spicchi di felicità.
E sono momenti di impareggiabile gioia, tutti da gustare. Tutti da centellinare. Verbo, quest’ultimo, assolutamente obbligatorio nel caso di Giancarlo Ferrero. Un piacere rivederlo sul parquet, Giancarlo. Anche se per soli cinque minuti come successo contro la Sidigas Avellino. Cinque minuti, giusto il tempo di sorseggiare un caffè preparato con la moka. Cinque minuti, giusto il tempo per una bella botta di adrenalina. Un tempo che l’ala piemontese, con la consueta modestia, ammette che sì, è stato un piacere inatteso, da condividere con la folla del Pala2A.
“E’ sempre bello sentirsi chiamati in causa e – dice Ferrero -, vivere la sensazione di poter essere utile alla squadra e poter dare qualcosa al gruppo. In fondo, lavoro duro in allenamento tutta la settimana solo per questo motivo e ogni giorno cerco, anzi, voglio essere un professionista perfetto. Peraltro, mettere in vetrina tutta la mia professionalità è l’unico modo che conosco per farmi trovare pronto quando l’allenatore mi chiama in campo”.

Campo che, immagino, dopo l’eccellente seconda parte di stagione scorsa, un po’ ti manca…
“Chiaro: giocare è la parte più bella e gratificante del nostro lavoro, ma io sono tranquillissimo e assolutamente sereno rispetto alle scelte di coach Moretti e dello staff tecnico. So bene che Paolo e suoi collaboratori si impegnano, come me, come noi tutti, solo per ottenere il massimo dalla squadra e sono assolutamente consapevole che in una stagione lunga, che ci vede presenti su due fronti impegnativi e stressanti come campionato e coppa, ci saranno opportunità di gioco e spazi per chiunque. In questo senso l’esperienza maturata l’anno passato è di grande aiuto perchè mi ha insegnato a non demordere mai, avere pazienza e pensare sempre positivo. L’importante, ribadisco, è continuare a lavorare in palestra alla massima intensità fisica e senza mai mollare di testa. Del resto, tenacia e carattere sono le qualità che mi hanno permesso di arrivare e restare, spero il più a lungo possibile, a questo livello. Infine, a margine, sentire il coro “Giancarlo, Giancarlo” urlato dalla Curva Nord e dalla platea del palazzetto è stata davvero una gradevole sorpresa. Significa che la gente di Masnago mi è vicina e questa sensazione, sotto il profilo umano, è davvero apprezzabile”.

Parliamo di squadra e di questo periodo un po’ “down”…
“Momenti come questo nell’arco di una stagione possono capitare e, spesso, è anche difficile individuarne motivi o fattori causali. Succedono e poi, come sempre, passano. Quello che conta in questi momenti è restare uniti, farsi forza l’un l’altro e tenere sempre elevatissimo il livello di fiducia. Aspetto che è tanto più vero per noi che siamo pur sempre la stessa squadra che aveva iniziato la stagione col piede giusto. Insomma: come accennavo poco fa, vedo le situazioni sempre col segno “più” e sono convinto che la prestazione prodotta contro Avellino, squadra d’alta classifica, abbia rappresentato un passo lungo e disteso per uscire dal tunnel di questa piccola crisi di risultati e di fiducia”.

La coppa con la trasferta di domani a Ventspils, come va interpretata?
“Esattamente per quello che è: un’immediata verifica del nostro stato di salute. Ma, soprattutto, è la maniera migliore per “resettare” la situazione, tenere vivissime tensione agonistica e concentrazione e scendere in campo a distanza ravvicinata con due obiettivi chiarissimi: chiudere la striscia negativi e – conclude fiducioso Giancarlo -, prepararsi al meglio per l’insidiosa trasferta in programma a Pesaro”.

Massimo Turconi