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Vavassori-Testa: è braccio di ferro. Merlin e Tomasoni non sono graditi?

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Vavassori-Testa: è braccio di ferro. Merlin e Tomasoni non sono graditi?

Altro che che “trattativa cordiale improntata su rapporti di reciproca simpatia e disponibilità”.
Alla Pro Patria il braccio di ferro per la cessione societaria sta assumendo i toni del duello rusticano. Al centro della contesa, in queste ore, l’investitura del nuovo staff tecnico e operativo, la cui composizione sarà la rappresentazione plastica degli autentici rapporti di forza tra le parti. Da un lato Vavassori (e la fedele ombra Ferrara) che avrebbero affidato a Paolo Tomasoni la panchina e ad Alessandro Merlin (fino a ieri alla Novese con analogo inquadramento) il ruolo di DS (della serie: conflitto di interessi, istruzioni per l’uso). Dall’altro Patrizia Testa, ansiosa di poter perfezionare l’accordo per muovere così i primi passi nella designazione delle figure che costruiranno la Pro Patria che verrà. Insomma, un Frankenstein mica da ridere prima ancora di cominciare.Stefano Ragazzoni
Infatti, proprio Alessandro Merlin, contrariamente a quanto si poteva supporre, non sarebbe assolutamente gradito a Testa & Friends. Anzi. Gli aspiranti al soglio di via Cà Bianca avrebbero individuato in Stefano Ragazzoni (nella foto a destra) l’uomo forte sia sul fronte societario che su quello tecnico. L’ex Voghera (il cui identikit avevamo anticipato nella paradossale serata dello scorso 10 luglio), si è palesato in giornata attraverso un’intervista rilasciata al quotidiano La Prealpina. Lo ha fatto per abbozzare lo scheletro della prossima stagione (a partire dal potenziale tecnico ex Solbiasommese Alessandro Oliva) e per mettere un pizzico di pressione e (forse) di fretta a Pietro Vavassori. Che però nella pressione ci sguazza da una vita e fretta sembra proprio non averne. Se non quella, come detto, di togliere il velo in tempi strettissimi (probabilmente già nel weekend) al nuovo staff tecnico. Per dimostrare, una volta di più, che fino a prova del contrario a comandare è ancora lui.

Giovanni Castiglioni