Nestore Crespi da due anni è general manager della Cimberio Handicap Sport. Un ingresso “soft” quello dell’ex dirigente di tante società di basket di diverse serie, un approccio intelligente in un mondo che non conosceva e nel quale si è immerso con passione e grande entusiasmo. Una passione e un entusiasmo che sono stati adeguatamente ricompensati, visto che nelle ultime due stagioni la Cimberio ha collezionato successi e soddisfazioni sportive che non trovano riscontri negli oltre trent’anni di vita del club varesino.
“Non mi hanno stupito questi successi – dice con un sorriso Nestore Crespi – direi anzi che rientrano nella normalità: non mi reputo bravo ma fortunato e portatore di fortuna e ne fanno testo le diverse promozioni (una decina, n.d.r.) collezionate nel corso della mia carriera. Sono entrato in un mondo che non conoscevo ed è stato assolutamente emozionante; solo ora, al mio terzo anno, comincio a capire davvero qualcosa di questo universo speciale che consiglio a tutti di avvicinare, anche se a volte mi sento ancora un pesce fuor d’acqua…”.
Non è facile avere voce in capitolo con due personaggi come il presidente Carlo Marinello e il vice Antonio Bazzi che da più di trent’anni “sono” la società…
“Rispetto alle mie precedenti esperienze, in effetti, è un caso anomalo, unico: non avevo mai operato accanto a persone che per trent’anni, tra mille sacrifici, hanno tenuto le redini della società. Anzi, in gran parte dei casi mi veniva chiesto di creare la società, come accadde ad esempio a Treviso in quella che poi divenne la Benetton: quando arrivai alla allora Liberti c’erano solo un tavolo e una sedia… A Sassari, al Banco di Sardegna, non c’era neppure la sede, a mia disposizione però il giorno dopo averla chiesta al presidente. Per questo l’esperienza con la Handicap Sport è per me esaltante: qui c’è già una società funzionante…”.
La squadra che sta per ripartire sembra addirittura più forte che nella scorsa stagione ma forse non ancora all’altezza di Roma e Cantù…
“Non dobbiamo fare la corsa su Roma e Cantù, dobbiamo cercare di strutturare sempre meglio la società, di renderla più solida; i risultati saranno poi automaticamente all’altezza di quelli di Roma e Cantù. Ho sempre detto che un artigiano che lavora in un box non appena ne ha le possibilità si rivolge a un ragioniere che gli tiene i conti e poi via via potenzia la sua attività. E alla Handicap Sport mi pare che la volontà sia proprio quella di rendere sempre più forte la società e, di conseguenza, anche la squadra”.
Dopo due anni trascorsi a giocare a Malnate, la Cimberio tornerà quest’anno in una palestra di Varese, quella del nuovissimo Campus dell’Insubria in via Monte Generoso…
“Varese è casa nostra, era giusto ritornare avendone la possibilità, pur con tutta la gratitudine che dobbiamo a Malnate. Piuttosto meritano un grazie chi ha favorito questa possibilità e chi ha deciso di accogliere la nostra richiesta”.
Ci sono allora tutti i presupposti per un’altra stagione di grandi soddisfazioni dopo il terzo posto in campionato e in Coppa Italia e il secondo posto in Challenge Cup al debutto in Europa…
“Certamente! E il primo passo fondamentale è stata la riconferma di Daniele Riva alla guida della squadra. Il suo rapporto con i giocatori è esemplare: è in perfetta simbiosi con i ragazzi, con loro ride e scherza ma quando è il momento di lavorare sul campo i ruoli sono chiarissimi: lui è l’allenatore, gli altri sono i giocatori. Credo sia la cosa più giusta, anche sulla scorta delle mie tante esperienze, nello sport così come in ogni normale attività lavorativa”.

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