Abbinare l'esperienza di un giorno in barca a vela con quella che  è l'arteterapia e monitorare l'impatto di entrambe su giovani a sviluppo tipicoP1510370bis e su diversamente abili. L'idea, realizzata nel più ampio progetto "Un mare di Laghi" dell'associazione Vela Insieme in collaborazione con la Regione Lombardia e l'Asl di Varese, ha permesso ai partecipanti di esprimere le potenzialità che sono insite in ciascuno attraverso i colori e gli schizzi e contemporaneamente di iniziare un processo di socializzazione e di integrazione. L'equipaggio misto, ragazzi normodotati e disabili, ha potuto, in questo modo, trascorrere una giornata, in barca, a stretto contatto affrontando difficoltà psicofisiche, paure e timidezze e allo stesso tempo abbattendo le barriere tra le persone.

“L'arte è un canale di espressione molto importante – ha dichiarato Federica Sandirni -  che utilizzo nel mio lavoro di arte terapista da diversi anni. L'arte terapia, a seconda del contesto in cui si applica, ha finalità e modalità differenti.
Nel progetto 'Un mare di Laghi' di Vela Insieme ci sono 10 equipaggi misti (normo e disabili) ragazzi che non si conoscono tra di loro ma nel corso Vela Insieme Sesto 6 bisdell'uscita in barca si trovano a stretto contatto: per questo, il processo di socializzazione deve avvenire nel migliore dei modi, affrontando difficoltà psico fisiche, timidezza, esuberanza, paure... La mia figura professionale è inserita in questo progetto proprio per lavorare sul gruppo- equipaggio e favorire la socialità, intervenendo con modalità educative qualora la situazione lo richieda.
Ma la sorpresa finale é l'arte! Infatti, dopo una giornata in barca a vela che di per sé é già un'emozione molto forte ed il fulcro del progetto, si sbarca e ci si ritrova di fronte ad una tela bianca! Ogni equipaggio dipinge insieme un'opera su tela che esprime attraverso i colori l'esperienza vissuta insieme. E così: mentre in barca sono i ragazzi normo ad aiutare i loro coetanei in difficoltà nel salire una scaletta o indossare un giubbino salvagente, davanti alla tela le parti si invertono: i ragazzi con disabilità molto spesso sono abituati e provano piacere nel dipingere, un'attività che portano avanti nel quotidiano della loro vita. Lo stesso non si può dire dei ragazzi normo che in genere non dipingono più dagli anni delle medie e di fronte alla tela bianca, sbiancano a loro volta. A questo punto sono i ragazzi disabili a guidare i loro coetanei in un'esperienza altrettanto emozionante.
L'arte terapia in questo contesto ha due valenze: socializzanti, di riequilibrio tra le parti normo e disabilità: non sono solo i normo ad aiutare i ragazzi disabili ma avviene anche il contrario se diamo la possibilità e gli strumenti perché questo avvenga.
In più, l'arte é un canale di rielaborazione di esperienze: attraverso la scelta dei colori, la composizione nello spazio e la scelta dei contenuti, si fissa sulla tela e nella persona, in maniera indelebile la traccia di un'esperienza umana ricca di sfumature e tonalità”.

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