Isacco Andrenucci (Isj) e Davide Campiotti (Bernie) conquistano il 1° e il 3° posto assoluti allo sprint tra i più duri d’Italia con oltre 650 m di dislivello nella prima metà dei 20 km di bici. Il claim del circuito di Idro recita “Alive in Hell”, ma dopo il 22 giugno potrebbe essere cambiato in “even more than Alive, Champions in Hell!”.
Prima vittoria per Isj in una gara italiana che viene a distanza di soli 2 giorni dalla vittoria di categoria S2 conquistata in Austria in occasione degli Europei di Triathlon. Per chi era presente è stato possibile vedere Isacco ad oltre 70km/h percorrere la discesa della bike scortato dalle moto che seguivano a fatica il leader della gara. Ottimo esordio di stagione per Campiotti che, dopo i problemi ad una gamba, ha appena ripreso a partecipare con grande stile alle competizioni della triplice disciplina. Che fosse un ottimo ciclista lo sapevamo e il 2° tempo della frazione lo conferma, ma che sapesse nuotare così forte? Merito dei duri allenamenti con e senza i compagni, e di una determinazione impressionante. Bernie esce secondo dalla zona cambio dopo la bici, corre fortissimo ma perde una posizione sull’ultimo km ed è accolto a braccia aperte da Isj.

1° M1 e 1°M4 rispettivamente per Erik Wolfart (Torello)  e Anthony Duffy (Tony the Australian) il primo nello sprint e il secondo sulla distanza olimpica. Erik Torello è stato bloccato per oltre 2’ dalla cerniera della muta ma riesce a recuperare bene in bici e nella frazione podistica. Tony ammette di aver scelto dei rapporti per la sua bike non proprio adatti: pensate che ha montato il 42 / 23 come rapporto più leggero.
Andiamo alle medaglie di legno? Sono ben 4 questa domenica, 3 nello sprint per Javier Galbally S3, Fabrizio Minarini (PRES) M2 e Massimo Dioguardi Burgio (LUPIN) S4, oltre al 4° posto per Mario Farsetti che ha fatto segnare un ottimo tempo sulla distanza olimpica. Javier è ancora vittima di un dolore alla schiena che non gli consente correre come sa fare ed è ripreso dal 3° di categoria sul traguardo con un distacco di appena 5”.

Chiudono l’Olimpico Silvia Tundo e Lorenzo Galigara: Silvia soffre tanto nella frazione di nuoto, anche per via dell’acqua particolarmente fredda, mentre Lorenzo riesce a fare la sua gara gestendola da vero diesel con una buona corsa finale. Seguendo con lo sprint, Stefano Caraffini fa un’ottima prima parte della gara, perdendo un po’ nei 5 km run finali. Sebastiano Vergine adotta una strategia bizzarra per la sessione di bike sostituendo i pedali con i ferma scarpe e forse per questo perde un po’ in salita. Carlo Faedda  e Maurizio Barbieri arrivano insieme da veri compagni di squadra! Elena Galbally, in visita in Italia, ha pensato bene di fare una gara di triathlon senza allenamenti di bike, nuotando la frazione senza l’utilizzo della muta e conquistando il 3° gradino del podio di categoria.

Standing ovation per l’arrivo di Giorgio Vanerio che da prova di un carattere e forza fisica e mentale più unica che rara. Racconta Giorgio di problemi tecnici dovuti alle infiltrazioni di acqua e sudore che allentavano la presa della sua protesi proprio nei pezzi più duri della salita bici, negli stessi tratti in cui alcuni atleti normodotati sono scesi ed avevano spinto. Giorgio ha emozionato tutti gli spettatori, ma soprattutto i partecipanti alla gara che, anche se lontanamente, hanno potuto immaginare le fatiche di questo uomo.

 

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