Giuseppe Dipalma ha appena archiviato il Rally Targa Florio, una di quelle gare che “ti restano per sempre”, per dirla come il pilota varesino.
A due settimane dalla corsa siciliana a cui Dipalma ha partecipato insieme all’inseparabile navigatore “Cobra”, il pilota varesino analizza così un rally decisamente travagliato ma che lo ha visto concludere in decima posizione assoluta e sul podio di classe R3C.
“Era la mia prima esperienza in Sicilia e non è stato semplice viste le strade decisamente particolari: sono veloci e non hanno molta aderenza -racconta il pilota della Scuderia DPD Group-. Questa gara mi ha insegnato molto ma soprattutto mi ha trasmesso un calore ed una passione che penso sia difficile trovare altrove: l’emozione provata alla cerimonia di partenza rimarrà per sempre un ricordo straordinario ed indelebile”.
Come detto, la classifica finale ha visto il 24enne pilota di Malnate chiudere in 10° posizione assoluta ma se il risultato è decisamente buono, il bilancio non rispecchia le apparenze; numerosi problemi hanno infatti attanagliato l’equipaggio che si presentava al via con una Renault Clio R3C.
“La nostra partecipazione è stata decisa all’ultimo istante ed il team SMD con cui corriamo quest’anno non aveva a disposizione vetture per cui abbiamo dovuto trovare una soluzione alternativa”. Problemi di temperature dell’acqua, al sensore della pressione, allo switch delle marce ed infine alla frizione hanno pesantemente condizionato la gara di Dipalma che ha dato il meglio di sé per portare a termine la sua esperienza.
Alla conferenza stampa indetta da ACI Sport in occasione del Targa Florio, è stato comunicata la presenza di Giuseppe Dipalma all’interno del progetto giovani che la federazione ha varato a sostegno dei giovani talenti dell’automobilismo italiano.
“Sono molto orgoglioso ed entusiasta di fare parte dell’ ACI Team Italia -ha commentato Diplama- e grazie a questa convocazione nella squadra potrò continuare la mia esperienza nel CIR: non vedo l’ora di mettere le ruote sulle strade bianche del San Marino e dell’Adriatico. Sono al settimo cielo”.

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