Gallaratese, altro anno tabù: nessuna iscrizione per la stagione 2014/15

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Mentre le società di eccellenza, promozione e prima categoria, continuano a rincorrere i loro obiettivi di mercato e a sorridere in vista della prossima stagione, c’è chi, ancora una volta, non è riuscito a rimettere insieme i cocci di un “giocattolo” rotto, e continuerà a restare sugli spalti anche per il prossimo anno, ovvero la Gallaratese.
L’idea di ripartire dalla terza categoria e di ridare forma ad una squadra che ha sempre avuto un certo rilievo nel panorama del calcio locale e non solo è arenata ancor prima che prendesse effettivamente forma. E così la società calcistica Gallaratese non tornerà a calcare i campi di calcio nemmeno il prossimo anno.
CaravattiLa motivazione alla base di questa rinuncia sta nel non essere riusciti a trovare un campo d’allenamento utile, che possa usufruire di un’illuminazione tale, da permettere almeno due allenamenti serali. Il tentativo di rinascita è così franato quando, il Presidente dell’ente Società Ginnastica Gallaratese, ovvero Giorgio Caravatti (in foto a lato), ha ricevuto comunicazione dalla sezione calcio presieduta da Aldo Canziani, il quale ha confermato la non reperibilità di un terreno di gioco idoneo. Ci si è mossi anche chiedendo supporto al comune stesso che però, a sua volta, si è trovato abbastanza con le mani legate, visto che i campi della zona sono tutti già occupati, e visto che ci sono società (come ad esempio quella del rugby che gioca nella struttura delle Azalee) che si sono mosse anzitempo per stipulare accordi per le loro realtà.
Non ci sono dunque alternative valide, ed anche quest’anno la Gallaratese rimarrà ai margini del calcio che conta. Tutto ciò su cui si sta lavorando è dare la possibilità al Campo Majno, recentemente rinnovato, di tornare in vita: probabile il “trasferimento” di una squadra di Juniores regionali nel rettangolo di via Pegoraro affinchè le migliorie apportate non vadano perse. Il calcio giovanile, un filo conduttore sottilissimo, che potrebbe però essere l’unico modo, l’unico spiraglio a cui potrà appellarsi il prossimo anno la Gallaratese, per tornare a far parte di quel mondo che le è appartenuto per più di cento anni.

Mariella Lamonica