C‘era una volta ”El Diablo” un’autentica leggenda per chi, all’inizio degli anni ’90, attendeva lungo la strada il passaggio dei campioni del pedale, sport della fatica. La storia del corridore all’arma bianca inizia da dilettante nel corso del Campionato Italiano di Seconda Categoria nel 1982. Quel titolo spalanca le porte ad una carriera ricca di alti, bassi e momenti di assoluto spettacolo. L’omino di Uboldo, approdato al professionismo dopo diversi anni di gregariato, fidandosi solo di se stesso riuscì a compiere diverse imprese, alcune davvero indimenticabili.

La gloria arriva nel ’90 dove ha vestito la maglia gialla per 8 tappe, dalla 13° fino alla penultima, gara a cronometro in cui il campione non riesce però a superare il favorito Greg Lemond, accontentandosi del 2° posto. Memorabile la sua impresa del 18 luglio ’92, quando è rimasto in fuga solitaria per 200 Km, 8 ore, valicando 5 colli alpini di Prima Categoria e staccando Bugno ed Indurain al Sestriere. Nel palmares di Chiappucci, che i francesi chiamavano ”Sciapuscì , ci sono le vittorie alla Milano Sanremo del ’91, la Medaglia d’Argento al Mondiale su strada di Agrigento nel ’94, le 3 vittorie alle Japan Cup, le due vittorie alla Tre Valli Varesine del ’94, al Giro del Piemonte dell’ ’89 e del ’90, al Giro dell’Appennino del ’92, i secondi posti al Giro e al Tour del ’92, un alto podio (3° posto) al Giro del ’93, la Maglia Verde del G.P.M. e la Maglia a Pois al Tour, per citare le più importanti. Lo ricordiamo come uno dei più forti scalatori degli anni ’90, quando fece sognare un paese intero per la sua grinta e la voglia di lottare che ancora, a 51 anni, mette in gioco. Invitato dal Preside Martegani, il quale l’ha avuto come allievo nell’Istituto di Saronno dove ha studiato per diventare Perito Elettronico, Chiappucci racconterà la sua storia mentre scorreranno le immagini su grande schermo. Cena a cura della Pro loco dalle 19 presso la sede di via Garibaldi 3 di Orino.

 

[email protected]