Matteo Piccoli sta per rappresentare l’Italia al “King of the Rock”. Il talentuoso prodotto della Robur et Fides è sbarcato a Taiwan e precisamente a Green Island, isola situata nel sud-est del Paese e conosciuta anche come Isola Samasana, tristemente famosa per il suo penitenziario in cui sono stati rinchiusi molti prigionieri politici dagli anni Quaranta alla fine degli anni Ottanta del Novecento.
In quello scenario certamente suggestivo, il play-guardia varesino sfiderà i vincitori del RED BULL King of the Rock 2014 di ogni parte del mondo: prima, domani, in una gara di schiacciate, poi, sabato, nell’atteso “uno vs uno” in cui ci si giocherà il passaggio del turno in soli 5′ da vivere tutti in un fiato. A partecipare a questo torneo internazionale ben 32 kings provenienti da ben 27 Paesi, che come Piccoli, hanno sbaragliato la concorrenza in patria: Angola, Azerbaijan, Bahrain, Bielorussia, Filippine, Georgia, Germania, Giappone, Giordania, Hong Kong, India, Kazakhstan, Kuwait, Lettonia, Libano, Lituania, Malta, Messico, Panama, Russia, Serbia, Spagna, Taiwan, Tunisia, Turchia e Stati Uniti.
Il nostro Piccoli è il più giovane atleta in gara (19 anni compiuti ad aprile per lui), ma non si fa intimorire da nulla. “Amo le sfide, non ho paura di nessuno, ho grande personalità in campo e non sarà facile per nessuno battermi – ha detto prima della partenza per l’Asia -“. L’essere arrivato tra i migliori al mondo in questa specialità è un traguardo che solo pochi mesi fa sembrava impensabile per Matteo. Ma, si sa, la fame vien mangiando…

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