Chiamati ad uno ad uno ad affacciarsi su una Piazza Monte Grappa tracimante di tifosi, in migliaia hanno applaudito, inneggiato e salutato tutta la Pallacanestro Varese, sconfitta in semifinale, ma uscita comunque vittoriosa. Ecco come sono stati chiamati sul balcone della sede della Camera di Commercio tutti i volti della Cimberio, una scaletta capitanata da Gianmaria Vacirca, Davide Minazzi e Marco Zamberletti negli uffici della sede di Piazza Montegrappa..

Con il numero 5, l’uomo dei canestri impossibili. Uno che le partite più importanti le ha già vinte. Il nostro uomo del destino. Fino alla fine Dusan Sakota. 
Con il numero 7, il ragazzo venuto dal freddo per scaldarci a suon di salti e schiacciate. Il futuro gli appartiene: Erik Rush.
Con il numero 8, il nostro veterano, l’amico Gennarino, lo sfidante del Giangi: Janar Talts.
Con il numero 9, il playmaker coi garretti più esplosivi d’Europa, Denicolao Meravigliao. Il ladro di palloni per eccellenza, Andrea the shark Denicolao. 
Con il numero 10, il sosia di Evander Holyfield, un sorriso anche dopo una palla persa, il nostro playmaker, la nostra guida, the real deal: Mike Green.
Con il numero 14, Jacopo Balanzoni.
Con il numero 16,  Nicola Bertoglio. 
Con il numero 19, il ragazzo in missione. Ha giocato grandi playoff e ci ha coinvolti tutti in slums dunk: Bruno Cerella.
Con il numero 33, oh mamma mamma mamma… Achille Polonara.
Con il numero 44, il trattore bulgaro, il colosso di Varna: Dejan Ivanov.
E chiudiamo con lui… indimenticabile nell’abbraccio a Sakota, la foto della nostra stagione, l’uomo con il quale saremmo in finale, il generale: Bryant Dunton.
Un saluto ad Adrian Banks e al capitano Ebi Ere, un grazie ai giovani Paolo Colnago e Shadi Ambrosini.
Un grande grazie al condottiero coach Frank Vitucci… e a tutto il suo staff: Stefano Bizzozi, Matteo Jemoli, Marco Armenise, Stefano Sella, Daniele Marcolli, Angelo Vetralla, Mauro Bianchi, Matteo Bianchi“.

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