Andrea Cristiano è approdato in biancorosso questa estate e ha subito mostrato le sue potenzialità. Poi un infortunio lo ha costretto ad uno stop durato un paio di settimane. Con il cambio di allenatore e di modulo è cambiata anche la sua posizione. Da esterno nel centrocampo a quattro, il giocatore nato il 15 luglio 1984, si è ritrovato esterno nel centrocampo a tre, un ruolo nel quale aveva già giocato. La sua carriera? Ha iniziato nell’Eureka Settimo, club torinese (lui è nato a Chivasso) che nel 2002 lo ha ceduto alla Pro Vercelli con cui ha disputato due stagioni in C2, poi il doppio salto con il passaggio all’Albinoleffe debuttando in Serie B. Con il club bergamasco in totale ha trascorso sei stagioni intramezzate da anni in prestito a Novara, Ascoli ed Empoli. Nella scorsa stagione ha indossata la maglia della Pro Vercelli. A Varese è approdato firmando un contratto biennale.
Sta per diventare papà di Matilde che nascerà ad aprile ed è amante del basket, oltre ad essere collezionista di sneakers, marchio Jordan, le tipiche scarpe dei cestiti.
Andrea, partiamo dal momento che sta vivendo la squadra…
«Non siamo in un periodo facile. Abbiamo raccolto pochissimo in trasferta. Però se guardiamo alle sfide in casa la musica cambia e allora dobbiamo puntare tutto sulla prossima sfida. Per farlo però c’è bisogno del sostegno di tutti. Tifosi e ambiente devono starci vicino e darci la carica. La decisione della società di cambiare allenatore fotografa il momento di difficoltà. Dobbiamo cercare di rimanere tranquilli e le prestazioni giuste arriveranno».
Gautieri sta adottando il 4-3-3, un modulo che già conosci?
«Sì, a Vercelli e ad Empoli ho giocato in questo tipo di schieramento. Ho anche ricoperto numerosi ruoli: terzino, mezzala e anche terza punta. Una volta assimilati i movimenti, verrà tutto più spontaneo».
A Carpi non eri in campo, come hai visto i tuoi compagni da fuori?
«Ero squalificato e ho visto la partita in diretta da casa e dico che siamo stati anche sfortunati. Abbiamo appena cambiato modulo e ci sono dei movimenti diversi da fare. Stiamo entrando in nuovi meccanismi e dobbiamo crescere. Si sono già visti dei segnali e dobbiamo proseguire concentrati nel lavoro».
Parliamo di te. Raccontaci il momento più bello in carriera…
«L’anno dei playoff perla SerieAcon la maglia dell’AlbinoLeffe. Abbiamo perso la gara di ritorno contro il Lecce. È stata un annata bella e anche “devastante” dal punto di vista delle emozioni. Sono particolarmente legato a quella squadra perché è con quella maglia che ho fatto il mio esordio in Serie B all’età di 20 anni. Ricordo con piacere anche la stagione ad Ascoli in cui siamo riusciti a salvarci nonostante i 7 punti di penalità. C’era lo stadio pieno, con 13mila persone, ed è stata una grande festa».
Cristiano fuori dal campo. Parlaci della tua famiglia…
«Vivo con mia moglie Costanza che è in attesa della nostra Matilde che nascerà ad aprile. Poi c’è il nostro cane Burro che ama molto Varese perché è una città piena di verde e lo portiamo spesso a fare lunghe passeggiate».
Hai qualche hobby?
«Sono un collezionista di sneakers. Ne ho circa una ventina. Una passione che è legata a quella che ho per il basket. Seguo più che altro l’Nba e solo ogni tanto il campionato italiano. Non mi è ancora capitato di andare a vedere la Cimberio, ma il mio esordio sugli spalti del palazzetto è vicino. Domenica assisterò al derby Varese-Cantù, so già che mi divertirò. Qui a Varese è nell’aria l’amore per il basket e credo sia una cosa molto bella».
Il tuo numero di maglia è il 15, ci sei particolarmente legato?
«In verità ho sempre indossato il 23 perché è la data del mio matrimonio oppure il 32 invertendo le cifre. Quando sono arrivato a Varese però erano entrambi già stati scelti dai miei compagni (Momenté indossa il 23, Franco il 32 ndr) e allora ho optato per la mia data di nascita: il 15».
Hai un giocatore modello?
«Tifo l’Inter quindi il mio calciatore simbolo è Ronaldo».
Passiamo alla gara con lo Spezia, che avversario ti aspetti?
«Tosto. È una squadra che è nata per ammazzare il campionato, dobbiamo scendere in campo concentrati dal primo minuto».
Che partita deve fare il Varese?
«Metterci grinta sin da subito e molta attenzione soprattutto nei minuti iniziali».

Elisa Cascioli