Walter Zenga twitta e accusa il presidente dell’Albese, prossima avversaria del Verbano

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Domenica il Verbano giocherà uno scontro salvezza delicatissimo contro i piemontesi dell'Albese (ore 14.30 a Besozzo): vincere e incamerare tre punti vorrebbe dire, per la squadra del vulcanico presidente Pietro Barbarito, avvicinarsi sensibilmente al traguardo prefisso ad inizio stagione. 

C'è però una curiosità da svelare sui prossimi avversari del Verbano, l'Albese appunto. I piemontesi, nel mercato di riparazione, hanno tesserato Jacopo Zenga attaccante classe '86, con precedenti in parecchie squadre tra Serie D e C2, che, con i suoi gol, doveva portare un grande aiuto alla causa  del Presidente Cornero. Invece in sette presenze non è mai andato in gol collezionando, però, una pioggia di cartellini. Quattro gialli e due rossi, l'ultimo dei quali gli è stato fatale.

Nella gara dello scorso 19 febbraio ad Acqui Terme tra i padroni di casa e l'Albese, al termine del primo tempo, i tifosi termali hanno rivolto qualche coro non troppo simpatico a Zenga che ha reagito mostrando loro il dito medio al rientro negli spogliatoi. Il Direttore di Gara ha visto tutto e ha mostrato il cartellino rosso alla punta dell'Albese. Da qui la decisione del Presidente Cornero di interrompere il rapporto e di risolvere il contratto. 

PAPA' WALTER TWITTA – Ma la saga è poi proseguita su Twitter, uno dei più famosi social network del momento. Da chi? Dal papà di Jacopo, il più famoso Walter che ora allena in Dubai l'Al Nasr.  “Trenta IDIOTI insultano un ragazzo per il nome che porta, lui reagisce, l'arbitro con tatto e eleganza gli mostra il rosso e la sua squadra invece di tutelarlo (e multarlo) gli rescinde il contratto. Partita Acqui-Albese. I miei complimenti agli IDIOTI, Al Presidente dell'Albese e una domanda al signor  Tavecchio: quanti Jacopo Zenga ci sono in Serie D senza stipendio da qui a giugno?”. Dunque una twittata polemica da parte di Walter Zenga accorso subito in difesa del figlio, ma senza rimproverarlo. L'attacco alla presidenza dell'Albese è duro e deciso, ma la scelta della società non è giustamente mutata. 

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