Storia dell’Ippodromo di Varese

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L’ippodromo di Varese, nasce nel 1878 per volontà del Conte Gian Pietro Cicogna che, propose all’allora sindaco Magatti, la costituzione della Società Ippica Varesina. La Prima struttura venne adibita a Casbeno, dove istituirono l’importante gara di Criterium, con puledri di due anni, con la possibilità, al suo interno, di disputare corse di trotto e galoppo. Il complesso venne a breve trasferito a Masnago e in un terzo momento nella sede attuale di Varese. 
Le Bettole vennero considerate il miglior terreno per cimentarsi in competizioni importanti e per accogliere grandi campioni internazionali. L’aspettativa fu molto alta per le potenzialità della nuova costruzione. La zona, ben servita dai mezzi cittadini, fu individuata e approvata in breve tempo da tecnici e atleti. Con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale, l’ippodromo fu adibito a campo militare per l’accoglienza delle truppe e del materiale bellico, ma non vennero sospese le gare, questa scelta venne dettata da un forte desiderio di serenità, per dare speranza ai cittadini scossi dal triste avvenimento. 
Dopo la guerra, con la costruzione dell’autostrada dei Laghi, si avviò un periodo di ripresa e fermento che riportò l’ippodromo ai massimi livelli. Nel 1933 venne istituita a Roma l’U.N.I.R.E. con l’intento di coordinare l’attività tecnica e sportiva dell’ippica nazionale. Questo portò molta innovazione nell’ambiente e fu proprio un Varesino, Giulio Cottini, ad introdurre un nuovo dispositivo per la partenza dei cavalli che diede nuovo lustro al campo delle Bettole. Virginio Curti fu un altro nome importante nel panorama dell’ippica locale e italiana per il suo carisma e per la passione incondizionata per questo sport. Dopo gli anni quaranta anche le amazzoni si ritagliarono un ruolo importante nel panorama competitivo italiano ed Europeo cimentandosi nelle competizioni più importanti del calendario.
Il periodo storico in cui venne aperto il centro ippico fu favorevole alla crescita di questo sport e alla conoscenza della struttura in tutto il mondo. Per i varesini l’ippodromo fu considerato un investimento importante volto all’implementazione di attività turistiche e commerciali a favore della città. Tra i salotti dell’aristocrazia milanese il culto del cavallo iniziò a prendere spazi importanti, divenne ben presto argomento di conversazione e di stimolo imprenditoriale, tanto da far nascere nella zona, prestigiosi allevamenti di purosangue da corsa. Dopo anni radiosi e prosperi, il mondo dell’ippica subì contraccolpi di diversa portata che resero difficile lo sviluppo del settore. Ad oggi Varese, con il suo Ippodromo, dovrebbe essere un centro sempre più valorizzato e incentivato: non tutte le città hanno a disposizione una risorsa tanto bella e importante per il territorio. La stagione estiva è sempre più ricca di corse e premi di alto livello, allevatori qualificati partecipano con puledri promettenti e il pubblico è sempre più folto ed entusiasta, mentre in inverno è possibile assistere a gare di qualità ed emozionanti. Il paesaggio che, incornicia la pista da galoppo, è suggestivo e cambia col passare delle stagioni, ma ogni volta, in questo luogo magico, resta impresso l’amore per le cose belle e per le sensazioni vere trasportate con il tifo, caldo, degli spalti.
Rossella Magnani

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