Spina bifida in monosci con Freerider

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“Per i nostri ragazzi è stata una gran bella esperienza. Questo è solo il primo passo di una collaborazione con l'Associazione Freerider Sport Events che ha come primario obiettivo quello di dare al maggior numero di giovani affetti da spina bifida l'opportunità di praticare ogni disciplina sportiva”.

Entusiasmo e soddisfazione nelle parole della Presidente dell'Associazione Spina Bifida Italia Cristina Dieci al termine della tre giorni sulla neve di Sestola (MO) denominata “Snow Campo of Spina Bifida. Dieci ragazzi provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno avuto l'opportunità di sciare da seduti istruiti e assistiti dallo Staff tecnico della Freerider Sport Events in collaborazione con gli operatori del Centro Addestramento Alpino di Moena (TN) della Polizia di Stato.

“Quella dedicata alla spina bifida è la novità del nostro Ski Tour ormai giunto alla nona edizione – ha affermato il responsabile tecnico Freerider Nicola Busata- nei primi otto anni abbiamo insegnato a sciare da seduti ad oltre 600 giovani e meno giovani paraplegici, tetraplegici, amputati e poliomielitici. L'incontro con l'ASBI e l'Associazione Veneta Idrocefalo Spina Bifida ha generato questo appuntamento di Sestola rivolta ad una patologia che in Italia riguarda oltre 6000 persone. La nostra preoccupazione e quella dei genitori è stata spazzata via dall' entusiasmo e dai sorrisi dei ragazzi. Quale miglior invito a continuare?”.

Oltre allo staff tecnico della varesina Freerider, i partecipanti allo Snow Camp hanno trovato ad accoglierli sulla neve i dimostratori seduti Paolo Tontodonati, Pietro Trozzi, Maurizio Mauri ed il campione paralimpico  Luca Maraffio.

“Passano gli anni ma la soddisfazione resta grande – interviene Maraffio – mi riferisco alla gioia di vedere tanti giovani nelle mie stesse condizioni ma anche con disabilità più gravi arrivare alle tappe dello ski tour incupiti da dubbi e paure. Poi, dopo solo poche ore seduti nel monosci, vederli entusiasti e vogliosi di riacquistare l'autonomia attraverso lo sport divertendosi. E' una sfida che noi “vecchi” abbiamo già vinto ecco perché ci sentiamo in dovere di fare da guida ai più giovani che a loro volta possono contare su persone che prima di loro hanno vissuto e provato  gli stessi dubbi, le stesse paure e, da non dimenticare, le stesse delusioni”.

Alberghi e impianti accessibili permettono a chi vuol imparare ad utilizzare il monosci un'autonomia assoluta. Il sogno è quello di trovare in ogni stazione sciistica italiana le stesse condizioni ideali.

“Da quando abbiamo iniziato i miglioramenti in questo senso ci sono stati eccome – riprende Busata – Ogni struttura che ci ospita permette a chi vive seduto in carrozzina di muoversi agevolmente in albergo come sugli impianti. Spesso abbiamo contribuito noi stessi alle migliorie consolidando una collaborazione con gli operatori turistici delle diverse località toccate dallo ski tour. Ma per noi l'abbattimento di ogni barriera architettonica non è un traguardo. Il nostro vero obiettivo, oggi un sogno, è quello che ogni persona con disabilità abbia la possibilità di trovare in ogni località sciistica monosci a noleggio e operatori qualificati”.

Ci fosse la collaborazione tecnica e la disponibilità economica di Enti e Istituzioni potrebbe essere un sogno facilmente realizzabile.

“Se siamo vicini a compiere il decimo anniversario della Freerider è perché ce la siamo sempre cavati da soli. Strada facendo abbiamo trovato la disponibilità di aziende amiche come la Teleflex insieme alla sensibilità di Wolkswagen  Mobility. Tutti noi svolgiamo altre professioni. Questo nostro impegno con i disabili si è affiancato quasi per caso a quello con i normodotati. Anno dopo anno è cresciuto per tempo e numeri arrivando a raccogliere attestati e gratificazioni importanti come la collaborazione con il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato fino alla passata stagione quando l'INAIL ci ha incaricati di organizzare l'evento celebrativo del 50° anniversario del Centro Protesi distribuito su nove giorni in tre diverse località di Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige grazie al quale 43 infortunati sul lavoro hanno avuto la possibilità di imparare a sciare da seduti”.

La prossima tappa dello Ski Tour targato Freerider  è fissata per il 23, 24 e 25 gennaio a Roccaraso in collaborazione con l'ASHA Abruzzo. A fine mese staff tecnico e mezzi si trasferiranno per la prima volta in Sicilia dove in pochissimi giorni si sono completate le iscrizioni alla tre giorni sull'Etna in programma il 27, 28 e 29.

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